Attrazioni della Sicilia

100 luoghi da visitare in Sicilia: templi, castelli, riserve naturali, borghi e spiagge paradisiache. Tutte raggiungibili da Trappeto.

Art and Culture

64
Abbazia di Santo Spirito - Attrazioni Sicilia

Abbazia di Santo Spirito

Caltanissetta

L’Abbazia di Santo Spirito, di origine normanna, fu fondata nel 1095 ed è una delle chiese più antiche del territorio di Caltanissetta, ancora oggi aperta al culto. Formata da tre piccole absidi divise da lesene in stile romanico, conserva degli affreschi di grande valore artistico del ‘400 come il Cristo Benedicente e la Pietà. Tra le meraviglie dell’antichità che si possono ammirare: una vasca romanica per il battesimo a immersione, una portantina cinquecentesca, un bellissimo arco di chiara manifattura araba, diversi dipinti, antichi testi sacri e un calice di stagno. Una leggenda narra di un viandante che trovò una notte nei pressi dell' abbazia un neonato abbandonato. Il viandante, però, una volta raccolto da terra l'infante vide che il piccolo ave va già gli incisivi sviluppati. Il viandante fu preso dallo stupore quando il neonato rispose al suo stupore con un malevolo ghigno dicendo "E non hai visto gli incisivi!" per poi sparire in una fiammata. Da questa leggenda viene l'usanza di non passare dalle parti dell' abbazia durante le ore notture.

Alicudi - Attrazioni Sicilia

Alicudi

Lipari

L'isola di Alicudi, anticamente nota come Ericussa, dal greco antico Ἐρικοῦσσα cioè «ricca di erica», è la più occidentale dell'arcipelago eoliano. Le sue spiagge sono a ciottoli e scogli e le mareggiate invernali le fanno arretrare o avanzare, lasciando a volte pochi lembi di rena scura. Il giro dell'isola è possibile, ma presenta il rischio della caduta di pietre, smosse dal vento o dalle capre brade, e richiede l'aggiramento a nuoto di alcune formazioni rocciose. Risalendo invece le ripide mulattiere, attualmente ben mantenute in estate dai volontari di Legambiente, ci si immerge nella macchia mediterranea composta dall'erica, dal cappero, ginestra, ulivo, lentisco e carrubo. Alicudi fu abitata fin dal Neolitico, come attestato da tracce rinvenute presso l'attuale porto e sulla sommità dell'isola. Al IV secolo a.C. sono datate alcune sepolture a lastre di pietra lavica rinvenute in località Fucile nel 1924, con corredo funerario di lucerne e vasi fittili. Frammenti di vasellame di età romana si rinvengono sulla costa orientale. L'Isola dell'erica era abitata nel dopoguerra da oltre 600 persone in gran parte poi emigrate in Australia. Oggi ne conta solo cento in tutto e questa ne fa ancora oggi icona di una natura incontaminata e vergine.

Antico Stabilimento Balneare di Mondello - Attrazioni Sicilia

Antico Stabilimento Balneare di Mondello

Palermo

A seguito della bonifica, avvenuta nei primi anni del 1900, la zona di Mondello divenne di grande interesse per gli imprenditori del nord Italia che vedevano in questo tratto di costa le potenzialità per la realizzazione di una località balneare di portata superiore a quelle più famose europee, con un lungomare ben più bello della nota Promenade des Anglais di Nizza. La società belga, "Les Tramways de Palerme" ottenne dal Demanio dello Stato, nel 1910, la cessione di circa 280 ettari di terreno a fronte di una serie di servizi e strutture da approntare per la realizzazione di una stazione balneare di prim'ordine. La società, oltre al versamento di una cospicua somma di denaro, si impegò a costruire un Grand Hotel, un Kursaal, una chiesa, uno stabilimento balneare a palafitta sul mare, 300 villini, la rete idrica, la rete fognaria, un campo da golf a nove buche e alcune opere di arredo urbano quali chioschi, illuminazione, e giardini pubblici. La realizzazione delloo Stabilimento Balneare era stato originariamente pensato per la città di Ostenda, città portuale belga, ma venne spostato nella località siciliana a causa della maggior bellezza del paesaggio di quest'ultima. La scommessa fu quella di riuscire a costruire una struttura capace di durare per decadi resistendo all'azione corrosiva dell'acqua e della salsedine. L'edificio, decorato con volute, fregi, sculture, vetrate e dipinta con colori vivaci è unico nel suo genere e rappresenta una delle opere architettoniche in stile Art Nouveau più belle d'Europa. Durante la Seconda guerra mondiale, lo stabilimento fu utilizzato come quartier generale, prima dai fascisti e dall'esercito tedesco, e poi dalle forze alleate che trasferirono la maggior parte del mobilio a Villa Igiea, prestigiosa residenza utilizzata dagli alti ranghi dell' esercito americano. Nel 1995 la struttura ha subito un corposo restauro che l' ha riportata all' antico splendore. Lo stabilimento ospita oggi il prestigioso ristorante "Alle Terrazze".

Area archeologica demaniale Bosco Littorio - Attrazioni Sicilia

Area archeologica demaniale Bosco Littorio

Gela

Bosco Littorio è una macchia verde sulla costa siciliana nel comune di Gela, all'interno della quale nel 1983 è stata rinvenuta un'area archeologica che conserva i resti di un emporio greco risalente al periodo compreso tra VIII e V secolo a.C. La zona, che dal 1992 appartiene al demanio regionale con l'istituzione della Soprintendenza di Caltanissetta, prese il nome attuale durante il Ventennio.

Area archeologica di Adranon - Attrazioni Sicilia

Area archeologica di Adranon

Sambuca di Sicilia

L'antica città di Adranon fu un insediamento greco-punico risalente agli inizi del V secolo a.C., distrutto, secondo i dati degli scavi archeologici, intorno al III secolo a.C. Si trova sul Monte Adranone, un rilievo a nord del comune di Sambuca di Sicilia (AG). Vi si trova la necropoli, nella quale spicca la monumentale Tomba della Regina; proseguendo verso la sommità del monte si possono osservare la cinta muraria della città-fortezza, il quartiere artigianale e commerciale, e un santuario circondato da un temenos, preceduto da un sacello dove si raccoglievano le offerte votive dei fedeli; sulla cima vi è l'area sacra dell'acropoli.

Area Archeologica di Eraclea Minoa - Attrazioni Sicilia

Area Archeologica di Eraclea Minoa

Cattolica Eraclea

Eraclea Minoa, che si trova nel territorio del comune di Cattolica Eraclea in prossimità del fiume Platani zona oggi denominata Capobianco, fu un'antica città greca della Sicilia fondata, secondo Erodoto, dai Selinuntini che la chiamarono originariamente Minoa. il nome Minoa infatti pare sia collegato alla leggenda secondo la quale il re cretese Minosse avrebbe inseguito Dedalo fino in Sicilia per punirlo del suo aiuto dato ad Arianna e Teseo alle prese con il labirinto. Si narra che Minosse morì in questi luoghi per mano dello stesso Re sicano proprio dove Dedalo si era rifugiato. La città, che viene considerata uno dei massimi esempi di urbanistica ellenistica e romana, vanta monumenti di grande interesse come il Teatro, costruito alla fine del V secolo a.C., il quartiere delle abitazioni greche e romane con impianto urbanistico ad "insulae" e l' Antiquarium, che custodisce una selezione di reperti ceramici e statuette votive provenienti dall'abitato e dalla necropoli.

Area archeologica di Kamarina e Il Museo archeologico regionale di Kamarina - Attrazioni Sicilia

Area archeologica di Kamarina e Il Museo archeologico regionale di Kamarina

Vittoria

Kamarina venne fondata agli inizi del VI secolo a.C. dai Siracusani con il duplice scopo di controllare le mire espansionistiche di Gela e creare un porto sulla rotta commerciale verso l'Africa. In breve tempo l'importanza commerciale di questa colonia siracusana crebbe facendola diventare punto di riferimento per gli scambi verso tutto l'entroterra ibleo, al tempo abitato dai Siculi, nemici dei Siracusani. Questo portò presto ad un conflitto tra la colonia e la sua città-madre che si concluse con una vittoria dei Siracusani che mantennero quindi il possesso della città fino al V Sec. a.C. Kamarina divenne allora merce di scambio in un accordo per cessare le ostilità belliche di Ippocrate, tiranno di Gela, nei confronti della città aretusea. Dopo i Gelesi sul territorio di Kamarina si alternarono i Cartaginesi, i Mamertini, soldati mercenari di origine campana che combatterono per Cartagine durante le Guerre Puniche, e i Romani fino alla distruzione della città, nell' 827 d.C., durante la conquista arabo-berbera della Sicilia. Nonostante tutti questi avvicendamenti lo scavo dell'insediamento attesta una continuità di vita ininterrotta dalla fondazione fino all' epoca moderna: i resti del tempio di Atena vennero addituttura inglobati nella costruzione della chiesa della Madonna di Cammarana, distrutta da un incendio nel 1873, e sulle fondamenta della quale sorge la costruzione che oggi ospita il lIl Museo archeologico regionale di Kamarina che, strutturato su tre padiglioni e sei sale, contiene varie tipologie di anfore, suppellettili, monete, corredi funerari, statuette devozionali, oltre che oggetti ed armi in selce risalenti alla preistoria. Dell' antica Kamarina, il cui nome secondo Strabone significa "abitata dopo molta fatica" rimangono tombe arcaiche (VII secolo a.C.) e ruderi poco significativi di un tempio dedicato a Minerva mentre la città è ancora riconoscibile nella sua area originaria dai resti di case e di pavimentazioni.

Area Archeologica di Naxos - Attrazioni Sicilia

Area Archeologica di Naxos

Giardini-Naxos

Naxos, sito archeologico della provincia di Messina, è la prima colonia greca ad essere fondata in Sicilia nel 735 a.C. e da scavi archeologici addirittura è emerso che alla fine del VI secolo a.C., la città batteva monete d'argento segno di una società sviluppata. La prima colonia greca di Sicilia durò circa trecento anni e a causa di questa congettura, gli scavi archeologici hanno consentito di conoscere con precisione l'urbanistica delle città arcaiche greche. Il sito archeologico della antica Naxos insiste sulla penisola di Schisò su una superficie di circa 37 ettari e l'insenatura esistente fra Capo Taormina e Capo Schisò forma la baia di Naxos. Nell'antichità questa insenatura costituiva un riparo naturale per le piccole e fragili navi di allora. Il parco effettua i seguenti orari. Periodo: 1 Gen - 15 Feb Orario: 9/16 Periodo: 16 Feb - 28 Feb Orario: 9/16:30 
Periodo: 1 Mar - 15 Mar Orario: 9/17 Periodo: 16 Mar - 31 Mar Orario: 9/17:30 Periodo: 1 Apr - 30 Apr Orario: 9/18:30 Periodo: 1 Mag - 31 Ago Orario: 9/19 Periodo: 1 Set - 15 Set Orario: 9/18:30 Periodo: 16 Set - 30 Set Orario: 9/18 Periodo: 1 Ott - 15 Ott Orario: 9/17:30 Periodo: 16 Ott - 31 Ott Orario: 9/17 Periodo: 1 Nov - 31 Dic Orario: 9/16

Area Archeologica di Solunto - Attrazioni Sicilia

Area Archeologica di Solunto

Santa Flavia

Quella di Solunto è un' area archeologica sita sul Monte Catalfano a circa 2 chilometri da Santa Flavia in provincia di Palermo. Secondo Tucidide, Solunto costituiva, assieme a Panormus (Palermo) e a Motya, una delle tre città fenicie in Sicilia. Alcune monete ritrovate nella zona rivelano come il nome fenicio della città fosse Kafara. Il nome Solunto risale invece alla dominazione greca e deriva dalla parola "solos", roccia ferrosa. Del primo abitato punico rimangono oggi scarse tracce a causa della recente crescita urbanistica di Santa Flavia e delle sue frazioni. La città fu conquistata per tradimento nel 396 a.C., insieme a Cefalù ed Enna, da Dionisio I di Siracusa nel corso della sua guerra contro i Cartaginesi. In questa occasione la città fenicia venne probabilmente saccheggiata e distrutta per venire poi ricostruita interamente, secondo i dettami urbanistici di Ippodamo da Mileto, nella sua sede attuale in una posizione più rialzata, sul Monte Catalfano. Nel 254 a.C., durante la prima guerra punica, la città passò ai Romani ma, a giudicare dai materiali archeologici risalenti a quel periodo, sembra Solunto, semideserto e già e in decadenza, sia stato definitivamente abbandonato poco più tardi. Nel sito archeologico di Solunto oggi possiamo osservare alcune tipologie di abitazioni ellenistiche, alcune di ceti sociali minori, altre più ricche e sfarzose decorate con mosaici e pitture; delle terme romane; il Ginnasio, scavato verso la metà dell'Ottocento e restaurato nel 1866 dal Cavallari che rialzò le colonne del peristilio con aggiunte arbitrarie; un' area sacra, con un altare con una vasca per la raccolta del sangue sacrificale, e alcuni ambienti destinati alle cerimonie; l'Agorà sulla quale si apriva la stoà, il tipico camminamento coperto delle zone pubbliche greche. In un pianoro al di sopra della città sorgeva il teatro, che aveva un diametro di circa 45m e ventuno ordini di gradini: una piccola costruzione adeguata alle dimensioni della città che poteva contenere circa milleduecento spettatori.

Aron di Agira - Attrazioni Sicilia

Aron di Agira

Agira

L'Aron più antico in Europa di cui oggi si ha notizia, secondo lo studioso Nicolo Bucariasi, si trova ad Agira. Originariamente collocato nella sinagoga di via Santa Croce, nel quartiere arabo di Agira, l'aron di Agira, un arredo sacro della religione ebraica sempre presente all'interno delle sinagoghe, fino al decennio scorso era considerato distrattamente il resto di un portale. Nel 1996 il teologo Mons. Benedetto Rocco decifrandone l'iscrizione "Casa di Giacobbe, venite camminiamo alla luce" incisa nella pietra riconobbe invece in esso l'Aron dell' antica sinagoga. Era uso degli Ebrei datare l'anno di costruzione delle sinagoghe apponendo dei segni grafici sulle ultime lettere di queste iscrizioni e attribuendo così alle stesse anche un valore numerico. Il numero così decifrato sull' aron di Agira fu 5214 dalla creazione del mondo, ovvero il 1454. Oggi l' aron è conservato all'interno della chiesa del SS. Salvatore.

Artemision - Attrazioni Sicilia

Artemision

Siracusa

L'Artemision o Tempio di Artemide si trova in Via Minerva, a due passi dalla splendida Piazza Duomo nel punto più alto dell'isola di Ortigia. L'Artemision, tempio in perfetto stile ionico e raro esempio di questo ordine conservato ancora in Occidente risalente alla seconda metà del VI secolo, presenta altresì similitudini architettoniche con alcuni grandi templi dell'Asia Minore. Il Tempio ionico pare risalga al periodo dei Gamoroi, i discendenti dei primi coloni greci di Corinto giunti a Siracusa, che governavano la città al tempo della sua costruzione. Oggi l'Artemision è spesso utilizzata anche come location per mostre espositive, spettacoli teatrali, rassegne musicali internazionali e stagionalmente come succursale aretusea del Museo delle farfalle di Catania.

Bagni greci di Gela - Attrazioni Sicilia

Bagni greci di Gela

Gela

I Bagni greci, risalgono all'epoca ellenistica, sono degli stabilimenti termali rinvenuti agli scavi nel 1957 a Caposoprano, quartiere residenziale collocato su una vasta pianura nella parte occidentale della collina su cui sorge la città storica di Gela Come per tutto il resto della città i Bagni furono demoliti nel 282 a.C. dopo la conquista da parte del tiranno agrigentino Finzia. Il sito, datato intorno al IV-III secolo a.C. è unico esemplare del genere in Sicilia paragonabile solo a quelli di Delfi, Colofone, Olimpia, Gortys.

Basilica della Collegiata - Attrazioni Sicilia

Basilica della Collegiata

Catania

La Basilica della Collegiata, la cui vera intitolazione è alla Maria Santissima dell'Elemosina, è una chiesa che sorge in via Etnea nel quartiere Collegiata-San Giuliano. La prima edificazione di questa chiesa risale ai primi secoli del Cristianesimo in Sicilia: i primi credenti realizzarono, al posto di un precedente tempio pagano dedicato al culto di Proserpina, una piccola chiesetta dedicata al culto della Vergine Maria, in epoca bizantina chiamata Madonna dell'Elemosina. Durante i secoli che ne succedettero la fondazione la chiesa subì ingrandimenti e modifiche sebbene quelle maggiori si resero necessarie dopo il terremoto del 1693. L'evento tellurico infatti rase quasi totalmente al suolo il centro di Catania che venne ricostruito secondo i canoni urbanistici dei primi del 1700. La basilica della Maria Santissima dell'Elemosina fu ricostruita con un impianto a tre navate, delle quali quella centrale più lunga delle altre per dare spazio ael coro dei Canonici, secondi per importanza solo a quelli del Duomo, al quale si accedeva non più come era invece in precedenza da quella che oggi è via Manzoni ma dalla via Uzeda, l'attuale via Etnea, che venne tracciata proprio durante il riassetto urbanistico della città. La chiesa, sopraelevata rispetto al piano stradale è a questo collegata da una grande scalinata sulla quale, a delimitare il sagrato, è posta una cancellata in ferro battuto. La facciata, come tipico del tardo-barocco siciliano, integra centralmente in cima al secondo ordine il campanile, ed è ornata dalle statue di san Pietro, san Paolo, sant'Agata e santa Apollonia.

Basilica della Magione - Attrazioni Sicilia

Basilica della Magione

Palermo

La basilica della Santissima Trinità del Cancelliere, in stile arabo-normanno, è una delle più antiche chiese della città ed è l'ultima chiesa costruita a Palermo dagli Altavilla e raccoglie al suo interno le spoglie di Tancredi di Sicilia e di suo figlio Ruggero. La chiesa prese il soprannome di Basilica della Magione quando, passata di proprietà dagli Altavilla ai Cavalieri Teutonici, divenne la casa del precettore generale dell'ordine. Si accede alla chiesa da via Magione attraversando un portale Barocco ornato dalle statue di Fede e Carità che introduce al giardino antistante la chiesa.

Basilica-santuario di Maria Santissima Annunziata - Attrazioni Sicilia

Basilica-santuario di Maria Santissima Annunziata

Trapani

La basilica-santuario di Maria Santissima Annunziata, luogo di culto cattolico di Trapani dedicato alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, è il santuario mariano più famoso della Sicilia occidentale. La navata in stile barocco-rinascimentale conta sedici colonne e stucchi argentati. Un rosone a raggiera sovrasta il portale principale. Annesso alla chiesa vi è il convento dei padri carmelitani, che era il più grande dell'Ordine in Italia. Gran parte dei locali del convento è oggi occupato dalle sale espositive del Museo regionale Agostino Pepoli che contiene anche il "tesoro della Madonna". Davanti la basilica vi è il giardino della villa Pepoli, ora villa comunale. All' interno della Basilica è conservata la statua della Madonna di Trapani con in braccio il Bambino Gesù, in marmo pario a grandezza naturale, pesa 12 quintali ed è alta 165 cm.

Biblioteca Alagoniana - Attrazioni Sicilia

Biblioteca Alagoniana

Siracusa

All'interno del Palazzo Arcivescovile è possibile ammirare la Biblioteca Alagoniana, fondata nel 1780 da Giovanni Battista Alagona, vescovo di Siracusa nell'ultimo quarto del XVIII secolo, e da allora a disposizione del seminario vescovile.

Canicattini Bagni - Attrazioni Sicilia

Canicattini Bagni

Canicattini Bagni

Al centro dei suggestivi panorami ricchi di storia del territorio Ibleo sorge Canicattini Bagni, piccolo gioiello liberty. Il nome della città è di origine araba sebbene di etimologia incerta. Alcune tesi propendono per la derivazione dall' unione delle parole "Yhan" o "Ayn", Fontana, e dall’aggettivo "Niatinum" o "Netinum", Netina”, e quindi significare "fontana che scorre nel territorio di Noto", riferendosi alla sorgente del fiume Cardinale. Altre interpretazioni opterebbero invece per un derivazione dalla parola "Handaq – at – tin", Fossato del fango. L'appositivo "Bagni" invece non indica la presenza di terme, ma l'appartenenza del territorio ai marchesi Daniele, signori del feudo di Bagni. IL territorio di Canicattini Bagni è stato abitato senza soluzione di continuità dall' età Neolitica in poi: svariate grotte, abitazioni rupestri e necropoli risalenti al Neolitico, all' Età del Rame e del Bronzo sono sparse in tutto il territorio comunale. La posizione dell' insediamento divenne di grande importanza strategica però con l'arrivo dei Greci: la piana canicattinese, posta lungo l’antica via Selinuntina, diventò uno dei passaggi obbligati tra la città di Siracusa e le sue sub-colonie di Akrai e Kasmenai. Fu a partire da questo periodo che lo sfruttamento di questo territorio divenne più intenso e improntato all' affermarsi di un tipo di economia latifondista che è perdurato fin' oltre il periodo medioevale. Il sisma del 1693 fu per Canicattini motivo di incremento demografico: numerose famiglie provenienti da tutti i territori colpiti vennero ad abitare il nuovo borgo a condizioni particolarmente favorevoli. La crescita demografica fu costante per i secoli seguenti e portò ad un cambiamento urbanistico della città e delle costruzioni che la componevano: le costruzioni divennero mano a mano meno "rustiche" e più "borghesi". Questo cambiamento toccò il suo apice nel periodo fra le due guerre e nell’immediato dopoguerra: i dettami dello stile Liberty si imposero prepotentemente nello sviluppo edilizio canicattinese e, grazie alla maestria ineguagliata degli scalpellini Iblei, i prospetti delle case del paese divennero un campionario straordinario di invenzioni decorative: canestri di frutta, balaustre guizzanti, cabochon di pietra, graffiti, motivi vegetali, appliques, un universo di creazioni in libertà in cui si celebra e concretizza la spinta esuberante e vitalistica dell’imagerie Siciliana. Vennero abbattute vecchie dimore fatiscenti e al loro posto edificate case ricche di decorazioni floreali facendo sorgere così "un'intera città di Liberty", che costituisce un fenomeno interessante nel panorama del Liberty minore siciliano. Lo stile Liberty a Canicattini ebbe una stagione lunga e ricca di opere perchè trovò quì un ambiente favorevole ad accoglierlo, cosa di cui non si può dire oggi alla luce delle selvagge e sconsiderate demolizioni di tanti bei prospetti in stile fiorito.

Cappella Palatina di Palazzo Reale - Attrazioni Sicilia

Cappella Palatina di Palazzo Reale

Palermo

La Cappella Palatina è una basilica a tre navate che si trova all'interno del complesso architettonico di Palazzo dei Normanni a Palermo. L'ingresso al pubblico della chiesa è sul lato ovest del palazzo, in Piazza Indipendenza. Fu costruita a partire dal 1129 per volere di re Ruggero II di Sicilia, come cappella privata della famiglia reale. La struttura basilicale è stata man mano inglobata totalmente nella struttura di Palazzo dei Normanni: le absidi sono incastonate nell'ala rinascimentale e la cupola e il campanile, originariamente visibili, sono state assorbite in epoca Spagnola dalla crescita del Palazzo Reale. La cupola, il transetto e le absidi sono interamente decorate nella parte superiore da mosaici bizantini, tra i più importanti della Sicilia, raffiguranti scene bibliche varie, gli evangelisti e il Cristo Pantocratore benedicente, l'immagine di maggiore impatto della cappella. La cappella Plaltina fa parte del sito seriale UNESCO "Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale".

Cappella Sveva - Attrazioni Sicilia

Cappella Sveva

Siracusa

Si deve al vescovo Bignami (1905-1919) il desiderio di ripulire e restaurare, con l'aiuto dell'Ufficio della Sovrintendenza, questa parte dell'edificio arcivescovile. Il restauro ha riportato alla luce una fabbrica di età federiciana databile al XIII secolo che presenta: due crociere con costoloni a vista chiuse da una serraglia decorata con dei gigli, e due crociere semplici.

Caratabia - Attrazioni Sicilia

Caratabia

Mineo

Caratabia o grotte di Caratabia sono degli ambienti databili al VI sec a.C. scavati nella roccia siti presso il monte Caratabia a pochi chilometri da Mineo, nel Calatino. Le due grotte rupestri si trovano sul fianco meridionale del monte. Entrambi a pianta rettangolare, il primo ambiente presenta una prima camera maggiore seguita da una seconda minore, mentre il secondo è formato da un unico ambiente. Ciò che rende unico questo sito è la presenza al suo interno di una serie di decorazioni a graffito appartenenti alla cultura indigena dell'isola, ossia alla popolazione di Siculi. Le decorazioni comprendono scene di caccia al cinghiale a al cervo con rappresentazioni di cavalli e cavalieri, cervi e altri animali stilizzati. Nella stanza occidentale sono riconoscibili 21 cavalli tutti rivolti verso destra. La loro rappresentazione è particolarmente curata, con la presenza persino della criniera. La posizione delle zampe evidenzia il senso del movimento. Inoltre sia i cavalli che i cavalieri hanno la testa coperta da un elmo, ciò fa prefigurare la possibilità che si tratti di una cerimonia di tipo militare. Nella stanza orientale i cervi sono raffigurati con grande dettaglio. Anch'essi sono posti in fila e con la testa girata, come se prestassero attenzione a qualcosa che attira la loro attenzione. Si è ipotizzato l'utilizzo come tombe per entrambi gli ambienti, di cui il cavallo rappresenta non solo un mezzo di trasporto ma anche un segno di ricchezza e potere. Ciò potrebbe alludere al fatto che le tombe appartenessero a membri dell'elite sicula.

Casa museo di Luigi Pirandello - Attrazioni Sicilia

Casa museo di Luigi Pirandello

Agrigento

Una visita ad Agrigento non si può non accompagnare a una visita alla casa natale dello scrittore Luigi Pirandello, dove il letterato nacque nel 1867, più precisamente a Villaseta, frazione di Agrigento sorta nel 1853. Villaseta è spesso citata anche nei romanzi di Andrea Camilleri, quale esempio di antico villaggio cresciuto a dismisura durante gli anni del boom economico,infatti il quartiere (Contrada Caos), con la sua recente espansione, funge da cerniera tra la città capoluogo e il suo porto, Porto Empedocle, con il quale costituisce un unico agglomerato urbano.

Casa Natale di Salvatore Quasimodo - Attrazioni Sicilia

Casa Natale di Salvatore Quasimodo

Modica

A Modica si trova la casa natale del poeta Salvatore Quasimodo, Premio Nobel per la Letteratura il 10 dicembre 1959. La casa, conserva un letto in ferro battuto dove l'illustre siciliano fu partorito, un inginocchiatoio, un capezzale e altri arredi risalenti il primo Novecento. Inoltre, grazie alla vendita del figlio Alessandro alla Regione Siciliana nel 1996, è possibile trovare una vecchia macchina da scrivere Olivetti, uno scrittoio, una collezione di dischi, una libreria con annessi libri provenienti da uno degli studi di Milano del poeta. Infine, grazie a un vecchio nastro conservato intatto, i visitatori possono ascoltare direttamente dalla voce registrata di Salvatore Quasimodo, alcune sue poesie e il discorso dal titolo "Il Politico ed il Poeta" letto da lui stesso a Stoccolma in occasione del conferimento del Nobel.

Castello dei conti di Modica - Attrazioni Sicilia

Castello dei conti di Modica

Alcamo

Situato al centro della città di Alcamo il castello dei Conti di Modica deve in realtà la sua edificazione nel 1340 a Raimondo Peralta, conte di Caltabellotta. Ai Peralta si succedettero i Chiaramonte e dal 1410 al 1812 i Cabrera, Conti di Modica, da cui prese il nome attuale. Era un castello imponente che a regime, provvisto di munizioni e viveri, era in grado di resistere ad un assedio di un mese e mezzo, ospitando 30 compagnie di soldati. La pianta del castello è romboidale mentre il cortile centrale è rettangolare. In corrispondenza dei vertici si ergono quattro torri merlate con una specifica funzione. Ad esempio la torre Maestra, quella di sud-est, aveva una funzione detentiva e era luogo di tortura per i prigionieri; quella di nord-ovest era sede dei baraccamenti delle sentinelle, quella di sud-est era riservata agli ospiti di riguardo. Sulla torre di sud-ovest è visibile, scolpito in marmo, lo stemma della città di Alcamo. Al piano terra si trovavano una cappella e le stanze del cappellano, gli alloggi dei servi e una cella di isolamento; al primo piano un salone per ricevimenti con anticamera, lo studio del conte, le camere da letto padronali e un'altra cella di isolamento. A partire dal 1828, in seguito ad una sentenza del Tribunale di Trapani, il Comune di Alcamo divenne proprietario del castello, acquistato agli inizi del 1800 dalla famiglia degli Stuart, e restaurato nel 1870 fu utilizzato come sede degli uffici comunali, prigione (fino al 1968) e stalla. Tra il 2000 e il 2010 dopo nuovi restauri il castello è stato utilizzato per ospitare il Museo Etnografico, l'Enoteca Storica Regionale, il Museo del Vino e delle Tradizioni, un'esposizione permanente dei pupi siciliani e una mostra dedicata alle opere scultoree di Nicola Rubino. In un salone al primo piano vengono celebrati i matrimoni civili. A seguito di alcuni danni strutturali, il castello è stato nuovamente chiuso ad intervalli dal 2011 al dicembre 2015 quando è stato parzialmente riaperto al pubblico. Alcune parti restano tutt'ora non agibili per motivi di sicurezza.

Castello dei Ventimiglia - Attrazioni Sicilia

Castello dei Ventimiglia

Alcamo

Chiamato anche Castello Bonifato per via della sua collacazione in cima al monte Bonifato, il castello Ventimiglia fu edificato da Enrico Ventimiglia come punto di avvistamento e protezione da eventuali attacchi alla città di Alcamo. Il castello aveva una pianta a forma di trapezio rettangolo con quattro torri a ciascun angolo delle mura. Ad oggi l'unica torre rimasta è quella di nord-est la più imponente del castello, il mastio, che era alta originariamente tre piani e alla quale si accedeva tramite una scala rimovibile in legno. Al suo interno si trovavano al pianterreno una cisterna per la raccolta delle acque piovane e le celle di detenzione; al primo ed al secondo piano delle stanze con soffitto a volta e in legno, di cui una dotata di camino e al terzo piano una stanza, con probabilmente il soffitto in pietra, in cui venivano accesi i fuochi di segnalazione. Si Narra che il Castello dei ventimiglia fosse collegato tramite un tunnel segreto al castello di Calatubo. Nonostante nel 1779 le rovine siano state inserite Plano di conservazione dei Beni Culturali della Sicilia da Gabriele Lancillotto Castello, in epoca moderna è stata installata un' antenna radiotelevisiva posizionata al centro delle mura del castello, deturpando profondamente ed irrimediabilmente la morfologia del sito.

Castello di Aci Castello - Attrazioni Sicilia

Castello di Aci Castello

Aci Castello

La fortificazione di incerta origine, era un tempo staccata dalla terra ferma e per accedervi occorreva passare su di un ponte levatoio. Nel 1169 una disastrosa colata lavica investì il paese arrivando a colmare il braccio di mare che divideva la rupe dalla terra ferma diventando ancor di più il fulcro dello sviluppo del territorio delle Aci dal medioevo in poi. Attualmente è liberamente visitabile, è sede di un Museo Civico comprendente una sezione archeologica, una sezione geologica sulle vulcaniti, una sezione mineralogica e una sezione paleontologica e di un Orto Botanico che conta una collezione di piante, sopratutto grasse, di notevole interesse. Dai suoi terrazzamenti superiori si può godere inoltre di una splendida vista sullo Ionio e sulla vicina Area marina protetta delle Isole dei Ciclopi.

Castello di Butera - Attrazioni Sicilia

Castello di Butera

Butera

Butera per la sua posizione strategica fu ambita preda di tutti i conquistatori della Sicilia. Arroccata sulle scoscese pareti della collina su ci sorge vedeva nel suo Castello il nucleo centrale della difesa della città. In origine il castello era costituito da un sistema di torri collegate tra loro da cortine murarie, delle quali restano oggi parti inglobate in edifici di epoca successiva. L'ampia corte, racchiusa tra le mura del castello, è oggi adibita a pubblica piazza. Recenti scavi ivi effettuati hanno consentito l'individuazione di tre ampie cisterne interrate all'interno delle quali sono stati recuperati frammenti ceramici di età medievale. La struttura attualmente esistente è soltanto una delle torri dell'antico complesso. Sul fronte prospicente la piazza Vittoria è visibile l'unica bifora originaria. Con i restauri degli ultimi anni è stata recuperata interamente la scala esterna d'accesso al secondo livello della torre, sono state consolidate le murature e ricostituiti gli ambienti superstiti nei volumi originari. Sul lato nord della torre, a quota del terzo livello, è stato ricostruito il volume mancante con una struttura in ferro e vetro. Il terzo livello è coperto da una splendida volta a crociera costolonata con stemma gentilizio. La proprietà attuale è pubblica e ciò che rimane del castello è adibito a spazio espositivo.

Castello di Caccamo - Attrazioni Sicilia

Castello di Caccamo

Caccamo

Il castello di Caccamo è uno dei più grandi e meglio conservati tra i castelli normanni in Sicilia e in Italia. La prima edificazione del sito era di matrice araba, probabilmente, data la posizione strategica si trattava esclusivamente di una piccola fortezza con funzione di avvistamento. Successivamente, nel XII secolo con la riconquista normanna della Sicilia, la struttura fu ampliata. A questo periodo risale, ad esempio la sala della Congiura: in questo ambiente nel 1160, alcuni baroni normanni ordirono, seppur invano, la trama contro il sovrano Guglielmo I di Sicilia. Durante l'epoca Aragonese-Spagnola l'impianto chiaramontano venne quasi totalmente cancellato, trasformando il castello in palazzo signorile, arricchendolo con una serie di saloni con fregi affrescati e perdendo la peculiarità strategica che aveva fino ad allora rivestito. Nel 1823 un terremoto abbattè la Torre Mastra: questo segnò l'inizio di un progressivo processo di decadimento coinvolse l'intera struttura. Nel 1963 al Regione Siciliana entrò in possesso del castello di Caccamo iniziando nel 1974 un lungo processo di ristrutturazione. Oggi all' interno del castello trova sede il Museo delle Armi Antiche del Castello: MAAC.

Castello di Calatrasi - Attrazioni Sicilia

Castello di Calatrasi

Roccamena

Il castello di Calatrasi sorge sulla cima orientale del monte Maranfusa, vicino al paese di Roccamena, su un' altura che domina la vallata in cui scorre il fiume Belice. Circondato da ripide pareti rocciose e raggiungibile attraverso un' unica via di accesso il sito appartiene al parco archeologico del monte Maranfusa, una vasta area dove sono stati rinvenuti alcuni reperti che testimoniano l’esistenza di un abitato indigeno, probabilmente elimo, di età arcaica. Nel corso dei secoli, il castello ha subito distruzioni e ampliamenti, fino a cadere nell’abbandono già dal XV secolo. Il complesso edilizio occupava una superficie di circa 1000 mq e nella parte più elevata erano costruiti gli ambienti per gli abitanti, disposti attorno ad una corte centrale. Si pensa che inizialmente la costruzione fosse una semplice torre a pianta quadrata che presidiava la vallata e che fu man mano ampliata fino a contare, nel momento di massima espansione, tre torri collegate tra loro da spesse mura alle quali erano addossati gli ambienti abitativi di abitanti e soldati. Oggi, della struttura che il geografo e viaggiatore arabo Idrisi, nel suo "Libro di re Ruggero" descrive come "castello appariscente e fortilizio primitivo e valido da farvi affidamento..." rimangono solo dei ruderi con pochi segni dell’antica costruzione. Solo una delle tre torri è rimasta parzialmente visibile mentre delle altre due rimangono solo le piante rettangolari, una più grande ed allungata, l’altra più piccola. Degli ambienti interni sono visibili i perimetri dei vari locali e magazzini, parte dell’acciottolato del cortile e, all’interno di una delle torri, quel che resta di una cisterna per la raccolta dell’acqua.

Castello di Carini - Attrazioni Sicilia

Castello di Carini

Carini

Nato come fortezza medievale alla fine dell' anno mille, il castello di Carini ha subito a partire dalla fine del XIII secolo una serie di interventi ricostruttivi e modifiche strutturali che ne hanno cambiato la destinazione d'uso da roccaforte militare a palazzo residenziale nobiliare. Questo ha fatto sì che il castello che vediamo oggi sia un miscuglio di elementi architettonici che coprono stili che vanno dal Medioevo fine del sedicesimo secolo. Il castello è divenuto famoso per la triste storia di Laura lanza di Trabia, meglio nota semplicemente come "la Baronessa di Carini". A soli 14 anni Laura andò in sposa per motivi di alleanze politiche a don Vincenzo II La Grua-Talamanca, figlio del Barone di Carini. Vittima di un matrimonio mal combinato e scontenta di un marito che non la apprezzava, Laura intrecciò una lunga relazione con Ludovico Vernagallo, cugino di rango inferiore del marito. Scoperti insieme i due vennero uccisi dal padre di lei per salvaguardare l'onore della famiglia Lanza di Trabia. Insabbiato in un primo momento dalle potenti famiglie, il fatto divenne di pubblico dominio nei secoli grazie alla tradizione orale dei cantastorie. In questi racconti la verità, indagata ed accertata nella seconda metà dell' Ottocento Salvatore Salomone Marino, si fonde col mito: una leggenda narra infatti che nel giorno dell'anniversario dell'uccisione della Baronessa di Carini, nella stanza dove il delitto fu compiuto appaia sul muro l'impronta della mano insanguinata lasciata dalla sventurata ragazza nel momento dell'uccisione. Tanta è la fama della vicenda che nel 1975 la RAI la trasformò in uno sceneggiato televisivo, diretto da Daniele D'Anza e interpretato da Ugo Pagliai e Janet Agren, riadattato nel 2007 e trasmesso da RAI 1 per la regia di Umberto Marino con Vittoria Puccini e Luca Argentero nelle parti dei protagonisti.

Castello di Castelmola - Attrazioni Sicilia

Castello di Castelmola

Castelmola

Edificato probabilmente in periodo romano, è stato rimaneggiato e rimodellato fino al 1334 quando per volere di Pietro d' Aragona fu fortificato e reso inaccessibile diventando per secoli l'anello più forte della catena difensiva peloritana e rappresentando il punto nevralgico da espugnare per assumere il controllo del territorio da parte dei potenziali invasori. La suggestiva area del castello trasmette ancora, a chi osserva dall'alto delle sue mura, emozioni intense e acquista ulteriore fascino durante gli spettacoli di falconeria che si tengono fra le rovine.

Castello di Donnafugata - Attrazioni Sicilia

Castello di Donnafugata

Ragusa

A circa 20 km dalla città di Ragusa sorge il Castello di Donnafugata. Fu fatto edificare sulla vecchia struttura di una torre duecentesca dal Senatore del Regno e Barone Corrado Arezzo nell'Ottocento che ne fece ingrandire la struttura iniziale trasformando il castello in uno dei centri più importanti della zona di vita mondana dell'età umbertina. Il nome Donnafugata deriva dall'arabo "Ain-jafat" e significa "Fonte di salute". Una leggenda infatti narra di una donna che prigioniera nel Castello riuscì a scappare. Si tratterebbe della regina Bianca di Navarra che venne rinchiusa, dal perfido conte Bernardo Cabrera, signore della Contea di Modica, in una stanza dalla quale riuscì a fuggire attraverso le gallerie che conducevano nella campagna che circondava il palazzo. Da qui il nome dialettale "Ronna fugata", cioè "donna fuggita". L'edificio occupa un'area di circa 2500 metri quadrati e si snoda in circa 122 stanze . L'ingresso è costituito da un ampio cortile di campagna fiancheggiato da due file di casette. Attraversandolo è possibile scorgere la facciata gotica orlata di merli al di sotto dei quali si trova un'elegante galleria con coppie di colonnine ricche di capitelli. Il contesto architettonico del castello è così affascinante che ha stimolato la fantasia di numerosi registi diventando più volte un vero set cinematografico. Tra questi ricordiamo Luchino Visconti che qui ha girato la storica pellicola "Il Gattopardo".

Castello di Falconara - Attrazioni Sicilia

Castello di Falconara

Butera

A Butera, su un promontorio rigoglioso, svetta il Castello di Falconara, l'unico tra i manieri della provincia di Caltanissetta ad affacciarsi sul mare. Il Castello, risalente al XV secolo, mantenne la sua funzione di fortezza e vigilanza contro gli attacchi del nemico e le piraterie fino a tutto il XVIII secolo. La torre, nucleo originario del castello, oltre a difendere le attività di un piccolo 'caricatore', faceva parte del circuito difensivo costiero dell'isola; alle torri di Falconara e Manfria, distanti tra loro circa 8 km, era infatti affidato il controllo del tratto di costa tra Licata e Torrenova, l'odierna Gela.

Castello di Favara - Attrazioni Sicilia

Castello di Favara

Favara

Il castello chiaramontano di Favara è un castello della seconda metà del Duecento costruito, forse su una costruzione incompiuta di origine sveva, attorno al 1280 da Federico II della nobile famiglia dei Chiaramonte. Il palazzo venne abitato fino agli inizi del Seicento, mentre nel Settecento gli ambienti delle cucine ai lati del portale ogivale, oggi chiuso, vennero adibite a carcere: quelli a sinistra erano utilizzati come carcere criminale e quelli di destra come carcere civile. Sono tutt'ora visibili i numerosi graffiti sulle pareti lasciati dai prigionieri durante la loro detenzione. Gli ambienti interni del complesso si articolano su due piani, quelli inferiori con volte a botte apparecchiate con conci e monofore a feritoia. Nel suo nucleo centrale, al contrario di quanto si potrebbe pensare, il castello si presenta come una grandiosa dimora con spiccate caratteristiche residenziali, anziché strategico - militari.

Castello di Gangi - Attrazioni Sicilia

Castello di Gangi

Gangi

Sorto sul Monte Marone, nella prima metà del XIV sec nel corso del Seicento l'antico maniero subì numerose trasformazioni che lo resero più palazzo che castello. Successivamente l'edificio fu utilizzato come carcere fino a quando fu acquisito prima dalla famiglia Milletarì e, successivamente, in parte da un ramo cadetto della famiglia Ventimiglia. La facciata del prospetto principale che volge a sud-ovest, sulla piazza Valguarnera è compresa su due vecchie torri rimaneggiate ed è ornata da un ampio portone a bugne. Il piano nobile presenta una lunga fila di balconi con ringhiere in ferro battuto. Il versante nord dell'edificio s'affaccia a strapiombo su Viale delle Rimembranze. Nel 1931 per far posto all'acquedotto comunale è stata abbattuta l'ala sinistra del Castello, mentre l'ala destra, antica cappella del castello, anch'essa restaurata, è divenuta nel tempo la Chiesa del monte con annesso convento dei Frati minori.

Castello di Lipari - Attrazioni Sicilia

Castello di Lipari

Lipari

Il Castello di Lipari, costruito su di una rocca a strapiombo sul mare, domina con la sua imponenza e magnificenza tutto l'abitato che lo circonda. La cittadella fortificata, nota col nome di Civita, comprende il Castello ed altri edifici, Tra cui il Duomo, e separa la Marina Lunga, a settentrione, dalla Marina Corta, a meridione. Nel 1950 sono iniziati degli scavi archeologici che hanno reso possibile la ricostruzione di 10m di stratificazione storico-culturale della Civita e sono stati portati alla luce reperti che testimoniano come questa parte dell' isola sia stata abitata dal 4000 a.C. ai giorni d' oggi. Al periodo normanno risalgono la fondazione del monastero di San Bartolomeo e la successiva edificazione della Cattedrale allo stesso Santo intitolata. Il castello attuale è costituito dalle strutture realizzate nel sedicesimo secolo, su ordine di Carlo V. In quest'epoca sono state realizzate anche le mura ancor oggi visibili che inglobano le torri normanne del dodicesimo secolo e la porta fortificata presente fra queste che ancora oggi fa da ingresso al castello. La civita fu abitata stabilmente fino al 1700 sebbene non ci siano pervenute integre abitazioni di quel periodo. Le chiese di Santa Caterina e quella dell' Addolorata sono seicentesche. Oggi alcuni degli spazi interni del Castello sono adibiti a sede del Museo Archeologico Regionale Eoliano: nelle sue sale sono visibili molti dei reperti ritrovati durante gli scavi del 1950.

Castello di Lombardia - Attrazioni Sicilia

Castello di Lombardia

Enna

Enna, che sorge sul culmine di una propaggine montuosa terrazzata, in un luogo assai panoramico, per la sua posizione centrale nell’isola, viene soprannominata sin dai tempi più remoti “Ombelico della Sicilia”. Il Castello di Enna è l’edificio simbolo della città e, ritenuto dagli studiosi il più antico ed imponente di tutta la Sicilia, deve il suo nome al fatto che durante una dominazione normanna, dei soldati lombardi si posero in sua difesa. Fu costruito dai sicani circa duemila anni fa, sulla parte più alta della montagna e per questa ragione testimonia elementi bizantini, normanni e svevi. Il castello permise alla città, che sorse nei suoi pressi, di assumere un ruolo di primo piano, prima nel popolo sicano e poi tra le polis greche dell’Isola. La città divenne una solida roccaforte militare tanto che i Romani furono costretti a passare dalla rete fognaria per conquistarla. Importanti interventi di rifacimento al castello furono realizzati prima durante il regno di Ruggero II di Sicilia nel 1130 e poi ad opera di Federico II di Svevia che ne dispose anche la realizzazione di 20 torri al fine di irrobustire i muraglioni stretti attorno agli atri residenziali. Originariamente il castello aveva 20 torri, ora ne sono rimaste solo sei, tra cui la torre pisana dalla quale si gode un panorama spettacolare. Oggi il castello di Lombardia costituisce il simbolo architettonico della città ancor prima della torre di Federico II, uno dei più visitati dell’entroterra siciliano, giusta location per accogliere la settimana Federiciana con i suoi mercatini medievali e i giochi dei quartieri, tutto rigorosamente in abiti d’epoca. Di pianta pentagonale e torri quadrate, il castello presenta muri, cinte difensive, dieci torri e nella parte interna cortili stupefacenti di cui oggi uno è stato trasformato in teatro. Il castello ha tre porte: quella principale che si apre verso la città, una seconda porta che si apre nel muro di ponente e una terza che si apre verso mezzogiorno. All’interno del castello anche una piccola chiesetta e l’abitazione dell’imperatore.

Castello di Modica - Attrazioni Sicilia

Castello di Modica

Modica

Il castello di Modica è stato per secoli la sede del potere politico e amministrativo della contea di Modica. Era infatti, oltre che residenza dei governatori della contea, presidio fortificato militare e di Giustizia, essendo sede, dal 1361 al 1865, di tutti gli uffici Circondariali, del Tribunale e del carcere. Con l'Unità d'Italia il Castello dei Conti fu definitivamente abbandonato, e tutta l'amministrazione della Giustizia fu trasferita altrove, prevalentemente in stabili espropriati agli Ordini Religiosi. Il Castello e si erge su un promontorio roccioso difficilmente attaccabile, con due lati su tre costituiti da pareti a strapiombo. All'esterno oggi rimane una torre poligonale de XIV sec mentre nel cortile interno sono visitabili le carceri medievali, una serie di stanze squadrate ricavate dalla roccia, ognuna riservata ad una specifica categoria di carcerati: donne, condannati comuni, galantuomini, persone in attesa di giudizio. Per i briganti più pericolosi c'erano, una è ancor oggi visibile, due grandi fosse profonde circa sette metri, chiuse in alto da una possente grata di ferro, dalla quale entravano la luce e l'aria. Nello stesso cortile è presente la chiesa della Madonna del Medagliere sorta nel 1930 sui ruderi della chiesa di San Leonardo, che fu di conforto per carcerati fino al 1865. Crollate a causa del terremoto del 1693, o demolite perché di intralcio allo sviluppo urbanistico moderno della zona, quasi nulla ormai resta delle cinque torri, delle quattro porte e della cinta muraria dell'antico maniero. Recentemente è venuto alla luce, e reso fruibile, un suggestivo cunicolo sotterraneo scavato nella roccia, che trapassa lo sperone roccioso su cui sorge il Castello. Il Castello è oggi protagonista di un grande progetto di riuso moderno come centro congressi: i lavori di ristrutturazione, quasi dei veri e propri scavi archeologici, stanno portando alla luce molti reperti che coprono un vastissimo periodo di tempo, dal Bronzo Antico alla fine dell' Ottocento a sottolineare la densa stratificazione e l'importanza storica del sito su cui sorge il castello.

Castello di Mussomeli - Attrazioni Sicilia

Castello di Mussomeli

Mussomeli

Tra le 200 fortezze presenti in Sicilia è senza dubbio al Castello di Mussomeli che spetta la palma della più inaccessibile e inespugnabile. Capolavoro d'architettura militare del XIV e XV sec., fu fatto erigere da Manfredi III Chiaramonte, uno dei quattro vicari che governarono l'isola durante il regno della regina Maria nel 1370. Ubicato a circa 2 km. dal centro abitato, disposto a quote diverse fino a toccare i 780 metri, sembra creare un tutt'uno con la rupe calcarea che s'innalza isolata nella campagna di Caltanissetta. Il Castello di Mussomeli offre uno spettacolo unico: le sue possenti mura conferiscono al luogo un aspetto surreale e senza tempo e da sempre è punto di riferimento per coloro che si interessano all’occulto, a causa dei fruscii, dei lamenti e dei sospiri che si possono udire al suo interno. Numerose sono le ipotesi sulla provenienza di questi strani rumori; certo non risulta difficile credere alla presenza di spiriti che vagano per il castello, dato il consistente numero di eventi drammatici a cui esso ha fatto da sfondo. La prima leggenda attribuisce al ricco e potente Federico il possesso della fortezza. Egli aveva tre sorelle dalla straordinaria bellezza: Clotilde, Margherita e Costanza. Il principe Federico, dovendo partire per la guerra e non sapendo a chi affidare la custodia delle tre giovani sorelle, decise di rinchiuderle in camer,a facendo murare la porta, dopo averle rassicurate e aver loro fornito i viveri necessari per l’intera durata del suo viaggio. Ma la guerra durò più del previsto.Le tre, in preda alla disperazione, cercarono di sopravvivere il più a lungo possibile a digiuno, cercando addirittura di nutrirsi con le scarpe che indossavano. Finita la guerra, il fratello si precipitò al castello e trovò le sorelle morte, con ancora le scarpe tra i denti. Da allora, in quella che viene chiamata la stanza delle tre donne, vengono uditi lamenti, ovviamente attribuiti alle sorelle del principe Federico. Altra leggenda vede protagonista Laura Lanza, Baronessa di Carini, figlia di Cesare Lanza, unico proprietario del castello nel 1500. La storia tramanda che Cesare Lanza, sospettando che la figlia intrattenesse con Ludovico Vernagallo, amico d’infanzia di Laura, una relaziona extraconiugale, per difendere il buon nome della famiglia, si recò al castello di Carini e la uccise, ritirandosi in seguito nel castello di Mussomeli per fuggire dai rimorsi. Ancora oggi lo spirito della Baronessa di Carini vaga per il castello alla ricerca del padre. La sua materializzazione quasi perfetta è apparsa a diversi testimoni: indosserebbe abiti del ‘500, vale a dire una gonna di seta con un corpetto avvolto da uno scialle finemente lavorato. L’ultima tragedia avvenuta nella storia riguarda don Guiscardo de la Portes, giovane figlio di un ricco mercante, nato in Spagna nel 1370 e follemente innamorato della moglie Esmeralda, dalla quale aspettava un figlio. Partito per ordini del Re Martino nel 1392 alla volta di Palermo, morì per mano di don Martinez, pretendente della giovane Esmeralda. Prima di morire, in un attimo di smarrimento, Guiscardo imprecò contro Dio, condannandosi a vagare per mille anni sulla terra, tra le mura del castello.

Castello di Naro - Attrazioni Sicilia

Castello di Naro

Naro

Come la fondazione della città anche la fondazione del castello di Naro affonda le radici nel Mito. Si dice infatti che fu eretto dai giganti che per primi abitarono la Sicilia. Molto più probabile è una prima edificazione da parte dei Sicani, un successivo utilizzo da parte delle popolazioni Arabe, ed un rimaneggiamento in epoca Chiaramontana che ha impresso alla struttura l'aspetto che ancora oggi è in gran parte visibile. Il castello, a pianta circa rettangolare con cortile non accentrato sul quale affacciavano gli alloggi della guarnigione, la cappella e le scuderie, presenta lungo le mura torri cilindriche e quadrate. All' interno della torre quadrata vi è al Sala del Principe coperta da una volta a botte a sesto acuto, rinforzata da un arco mediano traverso è illuminata attraverso due bifore tipicamente gotiche. Dalla cima di questa torre si può inoltre approfittare di uno splendido panorama che, nelle giornate limpide arriva fino alle città di Caltanissetta ed Enna e, verso est, anche al monte Etna. Il castello è visitabile, ospita al suo interno la mostra permanente "Vento di donne", raccolta di abiti per lo più femminili e accessori di fine Ottocento e inizio Novecento, ed è utilizzato anche per mostre temporanee e per celebrazioni di matrimoni con rito civile.

Castello di Palazzolo Acreide - Attrazioni Sicilia

Castello di Palazzolo Acreide

Palazzolo Acreide

Il Castello di Palazzolo Acreide, detto anche Rocca di Castelmezzano, fu certamente caposaldo della difesa bizantina nella Sicilia sud-orientale. Grazie alla conformazione della rupe a ridosso dell'antico nucleo abitativo del paese sulla quale venne costruita, la Rocca poteva controllare tutta la valle dell' Anapo riuscendo addirittura ad instaurare un contatto visivo, e quindi una possibilità di comunicazione, con il castello di Buscemi. I ruderi oggi sono visitabili grazie ai recenti interventi di consolidazione, messa in sicurezza e pulizia del sito.

Castello di Pentefur - Attrazioni Sicilia

Castello di Pentefur

Savoca

Il castello Pentefur, di cui oggi restano pochi ruderi, si trova su uno dei due colli su cui sorge il comune di Savoca, in provincia di Messina. Secondo un'antica leggenda medievale, il castello venne edificato da cinque ladroni evasi dal carcere di Taormina, i leggendari Pentefur, che lì crearono il loro nascondiglio o quartier di comando per condurre scorrerie per le contrade vicine. Tuttavia, in base a recenti studi, la parola "Pentefur" deriverebbe dal fatto che in epoca bizantina, l'originario abitato era ripartito in cinque quartieri. A partire dal IX secolo, il castello fu frequentato e riadattato dagli arabi ma l'attuale struttura venne certamente edificata dai Normanni che ne fecero la residenza estiva dell'Archimandrita di Messina, signore feudale della Baronia di Savoca. L'Archimandrita messinese trascorreva, assieme alla sua corte, i mesi estivi dell'anno all'interno del Castello Pentefur, che era provvisto anche di una cappella, l'attuale Chiesa di San Michele.

Castello di Pietrarossa - Attrazioni Sicilia

Castello di Pietrarossa

Caltanissetta

Dell' antico castello di Pietrarossa restano oggi solo pochi ruderi. La prima edificazione del castello è ancor oggi, nonostante gli studi, avvolta nel mistero. Le uniche notizie certe sul castello riguardano il periodo successivo all'insediamento di Ruggero I d'Altavilla e della storia pre-normanna si è persa ogni traccia. Probabilmente l'origine è bizantina e risale alla fine dell' VIII sec. sebbene abbastanza avvalorata è anche la tesi di una fondazione da parte degli Arabi. La fortezza è situata al margine orientale del centro storico di Caltanissetta nei pressi dell'antico quartiere arabo della città, e domina, dall'alto della rocca calcarea sulla quale si erge, tutta la vallata del fiume Salso riuscendo ad essere addirittura in collegamento visivo con il castello di Pietraperzia in provincia di Enna. Originariamente il castello, accessibile esclusivamente attraverso un ripido percorso dal fronte rivolto verso la città, era molto imponente e ricco di ambienti adibiti a ricevere Re e dignitari. Era articolato su vari livelli e risultava costituito da tre torri collegate da cortine murarie, delle quali oggi risultano visibili resti di quella centrale, alta circa 25 metri e della torre di vedetta nord. Nel 1407, il castello passò in proprietà alla famiglia Moncada e qui iniziò il suo periodo di decadenza in quanto fu ritenuto inadatto come residenza nobiliare tanto che sul finire del XV secolo i sotterranei del castello vennero addirittura adibiti a carceri. Nella notte del 27 febbraio 1567, a causa dell'inconsistenza della roccia su cui era stata costruita, gran parte dell'inespugnabile fortezza crollò. Rimasero in piedi solo alcuni terrapieni, due torrioni ed una sottile torretta di guardia. Nel 1591 vennero iniziati dei lavori di manutenzione del castello che finirono però per diventare in realtà dei lavori di smantellamento in quanto i materiali vennero riutilizzati per la costruzione di nuovi stabili in città. In seguito a questo progressivo smantellamento, nel 1600 fu trovato il cadavere di Adelasia, nipote di Ruggero d'Altavilla, cinta da una corona di rame che ne indicava il nome e la progenie. Probabilmente deve il suo nome al tipo di pietra usata per la costruzione, parte della quale è ancora visibile, che è stata riutilizzata nella muratura dell'attiguo convento dei padri Riformati.

Castello di Pietratagliata - Attrazioni Sicilia

Castello di Pietratagliata

Aidone

Il castello dei Gresti o di Pietratagliata che spicca su un'imponente cresta rocciosa di natura arenitica, si trova al centro del triangolo che unisce Aidone, Valguarnera e Raddusa. A oggi non restano che ruderi, tuttavia la struttura della fortezza rimane identificabile grazie alla sua poderosa torre e a una serie di stanze ingrottate. Risalente al XIV secolo, il castello è protagonista di una leggenda ritratta su alcune monete d'argento ritrovate alla fine dell'Ottocento. Sulle monete in questione infatti si distingueva chiaramente la figura di un cavaliere al galoppo che pare avesse avuto il dono in corsa di leggere e interpretare la scritta in latino dell'epigrafe posta in cima all'architrave più alta di una finestra ogivale del castello siciliano.

Castello di Santa Lucia del Mela - Attrazioni Sicilia

Castello di Santa Lucia del Mela

Santa Lucia del Mela

Il castello di Santa Lucia del Mela sorge sul colle Mankarru, in provincia di Messina, e domina i corsi dei torrenti "Floripotema" e "Mela". Protagonista millenario della città sulla quale svetta durante le varie dominazioni greca, romana, bizantina, araba, normanna, sveva, aragonese e spagnola, il castello è ancora in ottime condizioni pur avendo subito manomissioni, ricostruzioni e lunghi lavori di restauro che lo rendono fruibile in tutti gli ambienti. Oggi il Seminario è adibito a Casa di Spiritualità e ospita il Movimento Missionario dello Spirito Santo costituito da volontari messicani ed è altresì centro d'accoglienza per pellegrini, gruppi organizzati, che si raccolgono per giornate intere di studio, preghiera ed esercizi spirituali. Il castello di Santa Lucia del Mela è il fulcro di tutte le manifestazioni del borgo medievale.

Castello di Sperlinga - Attrazioni Sicilia

Castello di Sperlinga

Sperlinga

Più che un castello lo si potrebbe considerare una fortezza, costruita sulla cima di una roccia intorno all’anno 1080 con tanto di ponte levatoio, prigioni, torri di avvistamento, fucine dove venivano forgiate le armi. Stiamo parlando del castello di Sperlinga, uno dei più affascinanti di tutta la Sicilia, con una vista molto panoramica e poco adatta a chi soffre di vertigini! Il castello di Sperlinga è un raro esempio di castello rupestre, in parte scavato nella roccia e risalente probabilmente al periodo anteriore ai Siculi pre-greci (XII-VIII secolo a.C.), in parte costruito sulla stessa roccia, intorno all'anno 1080. È stato sede dei conti di Ventimiglia fino al 1597, poi dei principi di Sperlinga Natoli (1598 - 1658), e quindi dei duchi di Sperlinga Oneto (1658-1861), l'ultimo dei quali lo concesse in enfiteusi al barone Nunzio Nicosia, i cui discendenti lo donarono al comune di Sperlinga nel 1973. Vi è una scritta postuma in latino scolpita sull'arco a sesto acuto nell'androne del Castello, dal Principe del Castello Giovanni Natoli: "QUOD SICULIS PLACUIT SOLA SPERLINGA NEGAVIT", tale scritta postuma si riferisce alle vicende dei Vespri Siciliani (1282) quando una guarnigione francese di angioini si asserragliò all'interno del castello e resistette all'assedio per oltre un anno.

Castello Incantato - Attrazioni Sicilia

Castello Incantato

Sciacca

Posizionato fuori dal centro di Sciacca, il Castello Incantato è un opera d'arte di un artista locale, Filippo Bentivegna, vissuto tra il 1888 e il 1967. Più che di un castello si tratta di un museo-giardino costellato da sculture raffiguranti personaggi che, nell' immaginario dell' Artista, rappresentavano i sudditi del suo piccolo regno. Alcune delle statue di Bentivegna sono state tolte dal loro contesto nel parco e sono oggi conservate presso il Museo dell'Art Brut di Losanna.

Castello Maniace - Attrazioni Sicilia

Castello Maniace

Siracusa

Passeggiando verso la punta estrema di Ortigia con a fianco il mare, ecco l’imponente Castello Maniace, di epoca sveva, che domina a sud dell’isola, in una posizione ideale per il controllo delle vie marittime. L'impianto originario del castello Maniace è dovuto all'imperatore Federico II di Svevia, che ne affidò la realizzazione all'architetto Riccardo da Lentini tra il 1232 e il 1239, poco tempo dopo il ritorno dalla Crociata in Terra Santa. La costruzione avvenne nello stesso lasso di tempo in cui sorsero alcuni altri castelli "federiciani" di Sicilia e dell'Italia meridionale. Tuttavia esiste anche la tesi secondo la quale il castello deriva il suo nome da Giorgio Maniace, generale bizantino che nel 1038 riconquistò la città per un breve periodo, all'epoca in mano agli Arabi. Il castello presenta una poderosa struttura a quadrilatero e ai quattro angoli della costruzione sono quattro torri cilindriche inserite armoniosamente nell'opera muraria. Castello Maniace è accessibile attraverso la porta carraia della ex-caserma Abela sita, a Siracusa, in piazza Federico di Svevia. Attraversando il successivo cortile si trova un ponte in muratura che adduce ad una porta, con colonne laterali, di epoca spagnola (XVI secolo). Tale ponte ha sostituito l'antico ponte levatoio ligneo che scavalcava il fossato che circondava il castello all'epoca della costruzione e lo separava dalla estrema punta meridionale di Ortigia; il largo fossato, colmato nel Cinquecento, metteva in comunicazione il Porto Grande con il mare aperto e a ponte alzato permetteva una migliore difesa del castello in caso di attacco. Contrasta con l'aspetto generale dell'opera, preminentemente militare, il portale marmoreo decorato, la cui profondità della strombatura fu sfruttata dai costruttori per realizzarvi dei virtuosismi artistici. Pur seriamente erose dal tempo e danneggiate dall'opera degli uomini, tra gli stipiti esterni ed i pilastri interni, una serie di colonnine marmoree con capitelli a foglie uncinate permettono ancora l'individuazione di quattro figure zoomorfe, disposte due per lato, di probabile significato simbolico: sono individuabili infatti due figure di leoni e di un ippogrifo; l'arco inferiore e l'archivolto presentano dei motivi floreali. Uno stemma imperiale del XVII secolo è posto in cima all'ogiva del portale stesso. La sala principale interna è costituita da 24 volte più una che dovrebbero rappresentare i regni di Federico II con al centro quello di Sicilia.

Castello Ursino - Attrazioni Sicilia

Castello Ursino

Catania

Castello Ursino, fondato da Federico II di Svevia nel XIII secolo e oggi museo civico, ebbe una certa visibilità nel corso dei Vespri siciliani, prima come sede del parlamento e in seguito, residenza dei sovrani aragonesi fra cui Federico III. Castello Ursino è un grande complesso edilizio ad ali con corte centrale. Ai quattro angoli vi sono torri circolari di poco superiori ai 10 metri e delle torri semi cilindriche mediane solo due si sono conservate. Le mura invece sono tutte realizzate in pietra lavica.Acquisito nel 1932 dal comune di Catania e sottoposto a restauri, oggi il castello si trova in pieno centro storico e, dal 20 ottobre 1934, è adibito a museo civico di Catania ospitando mostre e spettacoli teatrali di respiro internazionale.

Castel Sant'Angelo - Attrazioni Sicilia

Castel Sant'Angelo

Licata

Castel Sant' Angelo sorge al centro dell' area archeologica di Finziade, primo agglomerato urbano ellenistico dell' odierna Licata, sul Monte Sant'Angelo che domina la zona. Fondato nel 1615 e completato nel 1640 costituisce un raro esempio di fortezza barocca Siciliana. La pianta si sviluppa attorno ad una corte triangolare con cisterna ipogea centrale. L'unico accesso alle possenti mura era attraverso un ponte levatoio che attraversava il fossato che correva attorno a tutto il castello. Nato con funzioni militari fu adibito, dal 1849 al 1856, a telegrafo ad asta per servizio di Stato e divenne successivamente un presidio dell' Areonautica Militare fino al 1965 Ristrutturato negli anni '80 è oggi completamente fruibile.

Catacombe di San Giovanni - Attrazioni Sicilia

Catacombe di San Giovanni

Siracusa

Il complesso cimiteriale sotterraneo siracusano, secondo come importanza ed estensione totale solo a quello di Roma e formato dalla somma delle catacombe di San Giovanni, di quelle di Vigna Cassia e di Santa Lucia, risale al periodo tardo imperiale romano. Situate sotto la chiesa che gli danno il nome, le catacombe di San Giovanni, costruite tra il 315 e il 360 d.C., sono famose perché si dice che l'apostolo Paolo qui predicò ai primi cristiani d' occidente. Modificate nei secoli successivi alla loro fondazione anche a causa della costruzione della chiesa soprastante e depredate di reliquie e tesori, oggi sono le uniche catacombe di Siracusa sempre aperte al pubblico e totalmente esplorate.

Cattedrale della Natività di Maria Santissima - Attrazioni Sicilia

Cattedrale della Natività di Maria Santissima

Siracusa

Costruita sulla punta più alta dell’isola, in una piazza dall’esoterica forma ellittica, la Cattedrale di Siracusa dedicata alla Natività di Maria Santissima è un’opera strabiliante e unica al mondo, prima comunità cristiana a nascere in Europa nel 640 d.C. Prima tempio greco dedicato alla dea Atena, di cui conserva ancora oggi intatte le magnifiche colonne, poi trasformata in basilica paleocristiana dallo stesso San Pietro, poi ancora rimaneggiata dai normanni durante la loro dominazione e infine completata straordinariamente in stile barocco nel 1753. Questa è in sintesi la storia della splendida Cattedrale di Siracusa. Se Il suo stile all'esterno è principalmente barocco e rococò, la cattedrale al suo interno alterna parti risalenti all'epoca siceliota, poiché appartenenti al tempio greco e parti risalenti all'epoca medievale, costruite appunto dai Normanni verso il seicento e così lasciate fino ai giorni attuali. La sua struttura interna è composta in diverse navate e cappelle, le quali hanno uno stile classico e decorato, tipico del barocco anch'esso. Di grande significato religioso, è scrigno di reliquie e spoglie di santi, martiri e nobili siracusani.

Cattedrale della Santa Vergine Maria Assunta - Attrazioni Sicilia

Cattedrale della Santa Vergine Maria Assunta

Palermo

La storia della Cattedrale di Palermo racconta la storia della Sicilia e del suo capoluogo. Per questa ragione il nostro viaggio comincia proprio da qui , da uno dei simboli più rappresentativi della città e dello stile arabo-normanno.  Dedicata alla Vergine Maria Santissima Assunta in cielo, la cattedrale di Palermo è un complesso architettonico di diversi stili, risalenti alle varie fasi di costruzione.  In questa cattedrale, simbiosi tra storia e arte dell'ultimo millennio, oltre ai sovrani normanni, furono incoronati anche i re Vittorio Amedeo II di Savoia e Carlo III di Borbone, figure di rilievo della storia siciliana. All' esterno la cattedrale è fiancheggiata da quattro torri d'epoca normanna, a sud è collegata al Palazzo Arcivescovile con due grandi arcate ogivali su cui si erge la torre campanaria con l’orologio. L'aspetto goticheggiante è dato dalla presenza delle torri a bifore e dalle colonnine e le merlature ad archetti lungo tutto il fianco destro della struttura.  Il portale di questo ingresso è opera di Antonio Gambara, eseguito nel 1426.  L'interno della Cattedrale ha subito profonde trasformazioni tra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento; è a croce latina con tre navate divise da pilastri. Nella navata destra, la prima e la seconda cappella, custodiscono le tombe imperiali e reali dei normanni, intorno alle quali ruotano curiose storie romanzesche e ricche d'interesse, riguardanti Ruggero II e Federico II. A tal proposito, il sarcofago di Federico II è sormontato e circondato da un baldacchino di colonne in porfido e l'urna è sorretta da due coppie di leoni. Con i resti di Federico II sono stati conservati anche i resti di Pietro II d’Aragona. Le altre tombe sono quelle di Costanza d'Aragona moglie di Federico II, di Guglielmo, duca d'Atene figlio di Federico III d'Aragona, e dell’imperatrice Costanza d'Altavilla, madre di Federico II.  Sul pavimento della navata centrale è stata realizzata, durante i lavori più recenti, una meridiana in marmo con tarsie colorate che rappresentano i segni zodiacali. Il ricco altare del Sacramento, in bronzo, lapislazzulo e marmi colorati, è stato realizzato su disegno di Cosimo Fanzago nel XVII secolo.

Cattedrale del Santissimo Salvatore - Attrazioni Sicilia

Cattedrale del Santissimo Salvatore

Mazara del Vallo

Il duomo di Mazara del Vallo fu costruito, alla fine dell' XII secolo per volere di Ruggero I, a seguito di un voto fatto nel 1072, sulle rovine di una antica basilica distrutta dai Saraceni. Il Gran Conte di Sicilia infatti giurò che se il Santissimo Salvatore gli avesse concesso di sconfiggere gli Arabi presso Mazara avrebbe costruito una chiesa in suo onore. Nel rinascimento l'edificio viene totalmente rimodulato per andare incontro al gusto estetico del periodo. A questi interventi si devono la facciata, la Cappella di Santa Maria del Soccorso, una biblioteca e una sala per la conservazione del Tesoro della Cattedrale e per la raccolta di arazzi. Intorno alla fine del 1600 le pessime condizioni della Cattedrale obbligarono a severi interventi di ristrutturazione che però trasformarono radicalmente la precedente struttura trasformandola nella cattedrale barocca a croce latina che vediamo oggi: della costruzione originale si conservano solo le mura del transetto e l'abside. All' interno sono conservate opere di particolare bellezza come un crocifisso ligneo del XIII secolo, tre sarcofagi romani, un portale marmoreo del 1525, il ciborio marmoreo e degli affreschi di Gianbecchina.

Cattedrale di Nicosia - Attrazioni Sicilia

Cattedrale di Nicosia

Nicosia

La cattedrale di San Nicolò a Nicosia in provincia di Enna, vanta un imponente portale gotico-normanno che per bellezza viene definito "Porta del Paradiso". In origine il portale presentava quattro statue alla base raffiguranti le virtù cardinali Prudenza, Fortezza, Giustizia e Temperanza e altre tre sopra il timpano che raffiguravano invece le virtù teologali Fede, Speranza e Carità. La cattedrale di Nicosia, dedicata a San Nicola di Bari, è stata eretta nel XII secolo, sotto il regno di Federico II d'Aragona è stata dichiarata monumento nazionale il 21 novembre 1940.

Cattedrale di Noto - Attrazioni Sicilia

Cattedrale di Noto

Noto

La costruzione della Cattedrale di Noto, dedicata a san Nicolò vescovo di Mira, risale al 1694, nel contesto dei lavori di edificazione della nuova città di Noto dopo che il terremoto del 1693 distrusse Noto Antica. I lavori furono abbastanza brevi e la chiesa fu completata nel 1703. Nei secoli successivi però, sia internamente che esternamente, molti sono stati gli interventi e le modifiche, che le hanno conferito l'aspetto attuale solamente alla fine del XIX secolo con l'erezione della nuova cupola, facendo sì che la Cattedrale sia caratterizzata da uno spiccato eclettismo artistico. La facciata, il cui impatto scenografico è accresciuto dalla grande scalinata che la precede, è in stile tardo barocco con tre grandi portali e due torri laterali. L'interno è a croce latina a tre navate, delle quali quella centrale più larga delle laterali, nelle quali sono conservate opere d'arte provenienti da Noto Antica, fra le quali l'urna argentea contenente le spoglie mortali di san Corrado Confalonieri. Negli anni cinquanta si attuarono degli interventi di ristrutturazione che prevedevano, tra le altre cose, la sostituzione dell'originaria copertura in tegole poggiate su struttura lignea della navata centrale con un pesante solaio latero-cementizio, cosa che probabilmente fu una delle cause del crollo del 1996. Infatti, la sera del 13 marzo del 1996, il primo dei piloni di destra di sostegno alla cupola, indebolito da un difetto costruttivo di tutti i pilastri riempiti "a sacco" con sassi di fiume anziché con conci in pietra squadrati, crollò schiacciato dal peso del solaio trascinando con se la cupola e, con effetto domino, la navata centrale, quella destra ed il rispettivo transetto. L'ora tarda del crollo evitò che ci fossero vittime. I lavori di ristrutturazione, durati dal 2000 al 2007, sono stati effettuati con l'utilizzo dei materiali e delle tecniche costruttive del Settecento coniugate con le innovative tecniche antisismiche: ai classici materiali quali pietra calcarea bianca, l'arenaria e la pietra di Modica si è fatto ricorso infatti a materiali come la fibra di carbonio. Internamente il rifacimento degli affreschi è ancora in corso, facendo della Cattedrale di Noto uno degli ultimi grandi cantieri d'arte sacra contemporanea.

Cattedrale di San Giovanni Battista - Attrazioni Sicilia

Cattedrale di San Giovanni Battista

Ragusa

L'odierna posizione della Cattedrale di San Giovanni Battista è frutto della riedficazione compiuta nel 1694 a seguito del grave terremoto che l'anno precedente devastò questa parte della Sicilia. Infatti, fino al 1696, la chiesa sorgeva sotto al castello medievale nella parte ovest della città. La nuova costruzione, posta nel nuovo centro cittadino, fu completata in soli quattro mesi. Questo porta a pensare che in un primo momento la Cattedrale di San Giovanni Battista fosse una piccola chiesa che ben presto si dimostrò inadeguata rispetto al forte incremento demografico della città. Nel 1718 si iniziò, quindi, la costruzione nello stesso sito di una chiesa più grande che è quella che è arrivata ai giorni nostri. Il prospetto è arricchito da intagli, sculture e colonne ed il portale principale, quello centrale è ornato dalle statue che rappresentano l'Immacolata, il Battista e San Giovanni Evangelista. La costruzione della cupola risale al 1783 mentre degli inizi del XX secolo è la copertura della stessa con lastre di rame. Questo intervento si dimostrò necessario per per eliminare le infiltrazioni d'acqua piovana che stavano compromettendo la struttura della cupola.

Cattedrale di San Giuliano - Attrazioni Sicilia

Cattedrale di San Giuliano

Caltagirone

La costruzione della Cattedrale di San giuliano viene fissata, grazie ad un' iscrizione posta sull' architrave del portale d'ingresso, al 1282, in età aragonese sebbene la tradizione orale la farebbe risalire ad un periodo precedente, in epoca normanna. l'ipotesi più accreditata è che esistesse un tempio precedente e che in epoca aragonese ci sia stata una delle tante riedificazioni che hanno coinvolto questo tempio. Infatti dalla fondazione ad oggi molte sono stati gli interventi alla struttura, tra cui quelli successivi ai danni riportati durante il sisma del 1542 e a quello del 1693. L’alto campanile che svetta a fianco della chiesa è del 1954. La chiesa è stata interessata negli ultimi anni da restauro conservativo ultimato solo nell’aprile dell’anno 2004. Dal transetto si accede all’Aula Capitolare, unica parte della chiesa risparmiata dal terremoto del 1693, al cui interno sono custoditi un altare marmoreo sormontato da Crocifisso e coro lignei.

Cattedrale di San Lorenzo - Attrazioni Sicilia

Cattedrale di San Lorenzo

Trapani

La Cattedrale di San Lorenzo sorta come cappella nel 1102, fu ricostruita intorno al 1421 per volere di Alfonso Magnanimo, della casa d’Aragona e solo nella seconda metà del 1400 fu elevata a parrocchia e dedicata a San Lorenzo. Nel 1639 l’edificio fu totalmente rinnovato su disegno dell’architetto Bonaventura. L’interno è a forma di croce latina e si articola in tre navate, divise da due file di colonne. È decorato con affreschi e stucchi neoclassici. Quattordici colonne di diaspro siciliano con capitelli d’ordine dorico dividono la navata di mezzo da quelle laterali. In tutta la chiesa regna una luce viva e chiara e in fondo all’altare maggiore, a lettere ebraiche, rosse e trasparenti, brilla il misterioso nome di Geova Dio. La volta e le pareti superiori sono ornate di finissimi ricami di stucco e di notevoli affreschi, con episodi dell’antico testamento, dipinti nel 1794 dal palermitano Vincenzo Manno. Sopra l’altare maggiore, ai due lati dell’abside, si ergono due statue simboleggianti la Fede e la Speranza, mentre nel mezzo capeggia un quadro del Padre Eterno, opera di Domenico La Bruna.

Cattedrale di Sant' Agata - Attrazioni Sicilia

Cattedrale di Sant' Agata

Catania

La Cattedrale di Sant’Agata, ubicata sul lato est di piazza Duomo, fu costruita sulle rovine delle terme romane di Achille, proprio nel luogo del martirio di Sant’Agata, Vergine e Martire, nel 251. La prima edificazione risale al 1091 ma dopo vari terremoti distruttivi, l’edificio fu ricostruito per opera dell’architetto Gian Battista Vaccarini che disegnò la facciata in stile barocco siciliano. La pianta della Cattedrale è a croce latina, a tre navate, divise da pilastri. L'interno del duomo presenta infatti un aspetto simile al pantheon e colpisce per le sue proporzioni e dimensioni. Presso il secondo pilastro a destra si trova la tomba del famoso compositore e cittadino catanese Vincenzo Bellini. Particolare attenzione merita la Cappella della Madonna che custodisce numerose tombe dei re aragonesi e due sarcofagi uno dei quali ospita Costanza d'Aragona, moglie di Federico III. Infondo alla navata di destra poi troviamo la parte più importante per i Catanesi: la Cappella di Sant’Agata dove si accede alla camera sotterranea, chiamata “cammaredda”, nella quale sono custoditi il busto e lo scrigno reliquiario della Vergine.

Cattedrale di Santa Maria Assunta - Attrazioni Sicilia

Cattedrale di Santa Maria Assunta

Messina

Il duomo di Messina, intitolato a S. Maria Assunta , è la cattedrale dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Sorge in pieno centro storico dove prospetta con la facciata ed il campanile sull'ampia piazza. Il campanile del duomo di Messina contiene al suo interno l’orologio meccanico e astronomico più grande e complesso al mondo. Alle ore 12.00 infatti, un complesso sistema di leve e contrappesi consente il movimento delle statue in bronzo, che si trovano sulla facciata e che sono legate alle tradizioni civili e religiose della città.

Cava del Carosello - Attrazioni Sicilia

Cava del Carosello

Noto

La Cava Carosello si trova a ovest del monte Alveria ed è una macchia mediterranea molto importante anche per i numerosi resti archeologici e naturalistici. In questa valle nasce il fiume Asinaro, e proprio a causa della presenza del corso d'acqua in epoca araba nacquero delle concerie scavate nella roccia di cui il sito è molto ricco. Il processo della concia infatti necessitava di grandi quantità di acqua per la lavorazione delle pelli e di altre sostanze per la preparazione. La canalizzazione delle acqua tramite chiuse e lo sfruttamento tramite i mulini aveva creato un'economia assai florida. Nei pressi della porta d’ingresso alle rovine, troverete un sentiero che scende verso la Cava Carosello, dov’è possibile osservare i ruderi di antiche concerie e mulini. Dimenticati gli effetti certamente devastanti che questa tipologia di industria deve aver creato all’ambiente fluviale, oggi il torrente forma degli incantevoli laghetti ("urvi") dove sostare e fare il bagno.

Cave di Cusa - Attrazioni Sicilia

Cave di Cusa

Campobello di Mazara

Situate nel territorio di Campobello di Mazara sono un sito archeologico strettamente legato a Selinunte, da cui dista 13 km. Da questo sito provenivano i blocchi squadrati, i rocchi di colonna e i capitelli per la costruzione di Selinunte. Queste cave furono in uso dal VI secolo a.C. fino alla sconfitta dei greci da parte dei cartaginesi nel 409 a.C. L'elemento più significativo che vi si nota è la brusca interruzione dei lavori di estrazione, di lavorazione e di trasporto dei rocchi di colonna, dovuta alla minaccia che incombeva sulla città per l'improvviso sopraggiungere dell'esercito cartaginese. La repentina fuga dei cavatori, degli scalpellini e degli operai addetti, ha fatto sì che oggi noi possiamo non solo riconoscere ma anche seguire tutte le varie fasi di lavorazione: dalle prime profonde incisioni circolari, fino ai rocchi finiti che attendevano soltanto di essere trasportati via. Alcune gigantesche colonne - sicuramente destinate al Tempio G - si notano nella zona W delle Rocche di Cusa, allo stato ancora di primo abbozzo.

Centro Storico Di Agrigento - Attrazioni Sicilia

Centro Storico Di Agrigento

Agrigento

Il centro storico di Agrigento si trova sulla sommità occidentale della collina dell'antica Girgenti dove sorse, intorno al XI e il XIII secolo, per necessità difensive, logistiche e commerciali, in relazione alla vicinanza del porto. il primo nucleo abitativo di Girgenti altro non era che un castello circondato da mura difensive che nei secoli si sono pian piano urbanizzate fino a diventare la moderna Agrigento. Nel centro storico sono custodite significative testimonianze dell'arte arabo-normanna, tra cui la cattedrale di San Gerlando, il Palazzo Steri oggi sede del seminario, il palazzo vescovile, la Basilica di Santa Maria dei Greci ed il complesso monumentale di Santo Spirito. Ancora sono inoltre visibili alcune delle porte dell' antica cinta muraria. Da aprile del 2016 il quartiere è tornato a chiamarsi ufficialmente Girgenti, toponimo dell'intera città dismesso nel 1927 su volere di Benito Mussolini.

Chiafura - Attrazioni Sicilia

Chiafura

Scicli

Chiafura è un antico quartiere di Scicli che si estende dalla cresta della collina dove si trova il castello Normanno ed il Castello dei tre cantoni fino alla sottostante gola di San Bartolomeo. Nato in primo luogo come necropoli, il sito di Chiafura, è andato trasformandosi pian piano in agglomerato urbano abitativo ed è stato occupato stabilmente con questa funzione fino alla metà del 1900. Nel maggio del 1959 il sinadaco Cartia e al locale sezione del PCI, che in quel periodo amministrava la città, mandò a chiamare una delegazione di intellettuali, identificati senza alcuna altra necessaria specificazione, che prendessero conoscenza e valutassero la difficile condizione del quartiere di Chiafura dove, in quegli anni, centinaia di famiglie vivevano stenti in condizioni di indigenza. A Scicli arrivarono in quell’ occasione Renato Guttuso con la moglie Mimise, Carlo Levi, Pier Paolo Pasolini, Antonello Trombadori, Paolo Alatri e Maria Antonietta Macciocchi. Oggi Chiafura è un parco archeologico: è possibile passeggiare tra le case-grotta scavate nella roccia precedute spesso da un piccolo terreno antistante chiamato "raffo". All' interno le piccole abitazioni hanno una struttura rudimentale. In generale sono di un unico ambiente, più di uno in caso di residenze ricche, con alle pareti scavate nicchie per riporre oggetti, generalmente un forno ed in alcuni casi delle cisterne.

City

19
Aci Castello - Attrazioni Sicilia

Aci Castello

Aci Castello

Il mito della fondazione della città si narra della storia d'amore tra una ninfa chiamata Galatea ed un pastorello chiamato Aci ucciso per gelosia dal ciclope Polifemo. Il mito narra che Galatea fosse innamorata di Aci, un giovane bellissimo, e che il ciclope Polifemo, a sua volta innamorato della ninfa non riuscendo nell' intento di conquistrla, sorpresa la coppia di amanti, scagliò invidioso ed infuriato un enorme masso, uccidendo Aci. Come raccontato nelle Metamorfosi di Ovidio, Galatea, per tenere in vita il suo amore, trasformò il sangue di Aci in una sorgente e lui stesso divenne un dio fluviale. Punto di maggior attrazione della città è sicuramente il Castello di Aci. L'ente turismo del Comune di Aci Castello, che comprende anche il territorio di Aci Trezza, consiglia il "Percorso Turistico di Giovanni Verga", un itinerario lungo i luoghi ancora esistenti che ispirarono i capolavori verghiani. Un recupero memoriale che apre inediti orizzonti in antichi panorami, gettando un ponte ideale tra natura e cultura ed offrendo contemporaneamente possibilità di sviluppo turistico ed economico. Attualmente sono previsti quattro itinerari turistici: "La passeggiata tra il Castello e Trezza", che si svolge lungo la costa tra Acicastello ed Acitrezza toccando punti focali come il Castello, fra le cui rovine Verga ambientò Le storie del castello di Trezza, il busto a Verga, opera di Luciano Finocchiaro, accanto alla celebre chiesetta di Acitrezza, la piazza Luchino Visconti e la Casa del Nespolo, sede del Museo La terra trema, il film ispirato al romanzo I malavoglia; "Sulle onde della Provvidenza", una gita in vaporetto fino alle grotte di Ulisse, sulle orme del tragitto effettuato dall'eroe greco o secondo la rotta seguita nell'ultimo viaggio dalla barca dei Malavoglia; "Il sentiero d'a muntagna", giro sul vulcano con visita alle masserie dell'Etna; "Fantasticheria", itinerario romantico su barche con lampare, durante il quale si potrà remare o pescare, ascoltando dalla voce dei pescatori, come facevano i Malavoglia, leggende e novelle.

Acireale - Attrazioni Sicilia

Acireale

Acireale

Acireale, secondo comune più popoloso della città metropolitana di Catania, è il centro principale dell'hinterland acese che comprende i vicini comuni di Aci Catena, Aci Sant'Antonio, Aci Castello, Aci Bonaccorsi, Valverde e parte di Santa Venerina. Formatasi da piccole migrazioni dal territorio a sud, oggi l'impianto urbanistico di Acireale è quello tipico delle città tardo-medievali siciliane. Nota per il suo carnevale, per il barocco e per le sue terme, Acireale comprende nel suo territorio una serie di borghi marinari dotati di porticciolo, tra cui Santa Maria la Scala e Capo Mulini, mete turistiche estive di grande richiamo. La leggenda narra che Acireale e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, una misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa. I poeti Virgilio e Ovidio fanno infatti risalire il mito della fondazione alla storia d'amore tra Galatea e Aci, ucciso per gelosia dal ciclope Polifemo.

Aci Trezza - Attrazioni Sicilia

Aci Trezza

Aci Castello

Il paese di Aci Trezza, frazione di Aci Castello, è un paese dalla grande tradizione peschereccia. Distante pochi chilometri da Catania è famoso per l'incredibile spettacolo offerto dai faraglioni delle isole dei ciclopi che ne dominano il paesaggio. Per quanto piccolo il paese di Aci Trezza merita senza dubbio una visita. Il panorama di Aci Trezza è dominato dai faraglioni dei Ciclopi: otto pittoreschi scogli basaltici che, secondo la leggenda, furono lanciati ad Ulisse da Polifemo per cercare di impedirne la fuga e che da allora giacciono nelle acque del mar Ionio. A circa 400 metri di distanza dal litorale, è presente l'isola Lachea oggi ospitante locali dell' Università di Catania, identificabile, sempre per restare nel mito omerico, con isola delle Capre, luogo dove Ulisse ed i suoi compagni sbarcarono prima di incontrare i Ciclopi. Se capitate ad Aci Trezza durante una calda giornata estiva, non dovete perdere l'occasione di gustarvi un gelato davanti al mare: si pensa infatti che Aci Trezza sia il paese dove questo dessert è stato inventato, grazie al lavoro del cuoco Francesco Procopio Cutò, originario di Aci Trezza e che, tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700 divenne molto famoso nella Parigi bene.

Agira - Attrazioni Sicilia

Agira

Agira

Le origini di Agira sono davvero antichissime e dallo studio di alcuni reperti preistorici si è potuto documentare che inizialmente la città fu popolata, circa 30.000 anni fa, quando l'isola era ancora unita alla penisola italica. Nomadi di origine afro-asiatica, già evoluti nella lavorazione di armi di selce, cacciatori, agricoltori, pescatori e forse anche allevatori, si arroccarono sul Monte Teja, perdendo gradualmente le loro originarie caratteristiche per trasformarsi in popolazioni stanziali. Nell'Area di Agira esistono tracce di abitati umani del Paleolitico, Neolitico ed Età del Bronzo. I popoli più antichi della Sicilia sarebbero stati, secondo quanto scrive Tucidide, ispirandosi ai miti del tempo, i Ciclopi e i Lestrigoni che avrebbero abitato anche il Monte Cuccio di Palermo. Non si sa se i Sicani fossero un popolo indigeno, come essi stessi avrebbero affermato in epoca contemporanea a quella di Tucidide, o se fossero, invece, una popolazione di origine iberica trasferirtasi in Sicilia dopo essere stata scacciata dalla zona iberica del fiume Sicano, oggi Segra. I Sicani, intorno al II millennio a.C., abitarono alcune grotte naturali o artificiali dell'isola, alcune delle quali ancora osservabili ad Agira (ove sono state rinvenute delle ossa umane riferibili a questo periodo), ad Alia e in località Gulfa. La città di Agira, forse la più antica delle città sicane, prende probabilmente il nome da uno dei capi Sicani, Agiride, che la fondò ma l'origine del nome potrebbe anche connettersi alla presenza di una miniera d'argento vicino alla città, da argyros, che in greco significa argento. Fino al sorgere di Siracusa ed Agrigento, fu certamente fra le maggiori città di Sicilia. Secondo le antiche leggende convissero, in aree diverse, Sicani, Ciclopi, Lestrigoni ed Elimi in quella che già era chiamata Sicania o Trinacria dal nome del popolo predominante. Intorno al secolo XI a.C. i Siculi, provenienti dalla penisola italica in fuga dagli Osci, si scontrarono con i Sicani, che furono confinati nelle parti meridionali e occidentali. L'isola, con l'avvento dei Siculi, fu da allora chiamata Sicilia. La tradizione locale parla di un castello ad Agira Saraceno, che sarebbe stato costruito agli inizi del X secolo: la prima menzione è del 1274, nello statuto angioino dei castelli siciliani.

Alcamo - Attrazioni Sicilia

Alcamo

Alcamo

Ai piedi del Monte Bonifato e al centro del Golfo di Castellammare sorge Alcamo. Secondo la leggenda sul Monte Bonifato venne fondato da fuggiaschi troiani un insediamento chiamato Longuro. In epoca romana poi gli abitanti si spostarono a valle, su terreni più adatti all' agricoltura. Questo nuovo centro, inizialmente chiamato Longarico, divenne poi in epoca araba Alcamo. Secondo un'ipotesi, le due collinette che compaiono nello stendardo di Alcamo rappresenterebbero rispettivamente i centri abitati di Longaricum e Longuro. Riguardo al nome Alcamo diverse sono le teorie. Un'ipotesi collega il nome attuale alla parola araba al-qamah, che significherebbe "terra fangosa" o "terra fertile", un' altra lo fa derivare invece dal condottiero che per primo colonizzò la cittadina, al-Qāmūq. Secondo altre ipotesi il nome Alcamo deriverebbe dalla termine dialettale "caccamu" che indica la pianta del coloquintide, una specie di cocomenro in miniatura. Alcamo ha visto il succedersi di Arabi, Normanni e Svevi ed il passaggio, in seguito, di diversi feudatari, quali i Ventimiglia, i Modica, Peralta e Chiaramonte. Alcamo era un'importante città commerciale: veicolava un intenso scambio di frumento e vino con le città vicine e nelle sue strade le attività di panettieri, fabbri, conciatori di pelle e tessitori la rendevano un polo manifatturiero artigianale di grande importanza.

Barcellona Pozzo di Gotto - Attrazioni Sicilia

Barcellona Pozzo di Gotto

Barcellona Pozzo di Gotto

Barcellona Pozzo di Gotto, comune più popoloso della provincia dopo Messina, originariamente era costituita da due comuni distinti: Barcellona e Pozzo di Gotto. Anticamente infatti, il primo era un casale della città di Castroreale, mentre il secondo era alle dipendenze della vicina Milazzo. Affrancatisi entrambi, Pozzo di Gotto divenne città libera con contratto vicereale del 22 maggio 1639 e Barcellona diventò Comune nel 1815 per deliberazione del Parlamento siciliano, ma ebbe la designazione definitiva dei suoi territori solo col Real Rescritto nel 1823. I due comuni limitrofi, divisi solo dal torrente Longano, ma congiunti già per posizione ed interessi sociali ed economici, si unirono in unica città nel 1835 con un Real Decreto, la cui esecuzione fu sancita il 1° giugno 1836. Nel 1908 la città subì gravi danni a seguito del terremoto di Messina e i palazzi di interesse storico ed i luoghi di culto di costruzione precedente a questa data sono segnati dai lavori di restauro effettuati agli inizi del Novecento.

Bivona - Attrazioni Sicilia

Bivona

Bivona

Situata al tra i monti Sicani Bivona, la cui prima menzione risale al 1160, fu tra il 1400 ed il 1500 uno dei maggiori centri feudali siciliani ed il primo ad essere elevato a ducato. A testimonianza dell'importante storia Bivonese restano numerosi edifici religiosi, un castello con le sue imponenti mura trecentesche e molti edifici nobiliari che però negli anni sono stati distrutti o inglobati nelle successive costruzioni. Degne di menzione sono ad esempio i resti dellla Chiesa Madre Chiaromontana, un tempo fulgido esempio di arte gotica chiaramontana in Sicilia di cui rimane solo il portale della facciata principale e la chiesa di Santa Rosalia, in stile barocco che conserva al suo interno un magnifico frcolo rappresentante la Santa. Bivona infatti detiene uno dei culti più antichi di santa Rosalia di cui si abbia notizia certa in Sicilia.

Buccheri - Attrazioni Sicilia

Buccheri

Buccheri

Il territorio dove sorge l'odierna Buccheri ha visto alternarsi lungo le pendici del monte Lauro svariate popolazioni: Siculi, Romani, Bizantini e Arabi. Furono però i Normanni a creare il primo vero insediamento urbano con la fondazione del Castello sul colle e la conseguente aggregazione demografica che questo portò nel territorio. Il castello, di cui è possibile ammirare tutt'oggi importanti resti, presentava due torrioni a difesa dell'ingresso principale e una mastio centrale. Il primo nucleo del paese, costituito dalle case sorte attorno al Castello, coincide più o meno con gli attuali quartieri della Badia e del Casale. Nel corso del XVI e XVII secolo il paese crebbe lungo il pendio a sud del Castello fino al 1693 quando il terremoto lo distrusse quasi totalmente. Buccheri fu ricostruita nello stesso territorio, ma in una posizione più bassa del crinale e più vicina al fondovalle. Oggi le principali attrazioni della città sono rappresentate dalla chiesa di Sant' Antonio che, dall' alto dell' omonima scalinata, domina tutto il paese. Al suo interno le tre navate in cui è suddivisa sono adornate da quadri di Guglielmo Borremans risalenti ai primi decenni del 1700; dalla chiesa Madre intitolata a Sant' Ambrogio, dalla facciata incompleta e che conserva al suo interno un pregiato crocifisso ligneo del XVI secolo e la grotta di S. Nicola, una chiesa cristiana scavata nella roccia di fondazione antichissima. Sull'altipiano del monte Lauro, che sovrasta il paese, sono ancora visibili le molte neviere, attive fino ai primi decenni di questo secolo ed i numerosi rifugi di pastori: tracce appariscenti dell'antica civiltà agropastorale iblea. A questa vocazione pastorale del territorio è dovuto probabilmente anche il noma della città che, seppur incerto, potrebbe derivare dalla parola araba "buqūr", vacche, fatto che farebbe propendere verso il significato di "vaccheria" e quindi di "luogo destinato al pascolo dei bovini". Anche le altre ipotesi meno accreditate fanno comunque tutte riferimento all' allevamneto: potrebbe derivare dalla combinazione delle parole greche βοῦς (boûs) e Ἥρα (Hḗrā), indicando questo luogo come quello in cui pascolavano le vacche sacer della dea Hera, oppure dalla parola siciliana "bucceri", pronunciata vucceri, ovvero macellai, derivante dal normanno bouchier.

Calascibetta - Attrazioni Sicilia

Calascibetta

Calascibetta

Situata internamente all' isola in una zona collinare dei monti Erei, Calascibetta prende il il nome dall' arabo Q'alat Shibet, castello sulla vetta. Sebbene il territorio fosse abitato già in epoca antica, come testimoniato dalle necropoli rinvenute nei pressi della città che coprono un periodo che va dal XI al VI sec a.C., e sia stato abitato in periodo bizantino, di cui è possibile ammirare l' insediamento rupestre di Canalotto a circa 4 km dalla città; il primo vero nucleo abitativo dell' odierna città risale alla dominazione araba, probabilmente come accampamento militare antistante Henna, al fine di tentarene l'assedio. Questo primo insediamento prese la forma di città in epoca normanna quando Ruggero I durante l'assedio di Castrogiovanni la fortificò, fece costruire il castello, il borgo ed il duomo intitolato alla Vergine Maria e a San Pietro. Calascibetta deve molto anche ai sovrani aragonesi che la impreziosirono di altri luoghi di culto e monumenti. I suoi abitanti sono chiamati Xibetani.

Calatafimi Segesta - Attrazioni Sicilia

Calatafimi Segesta

Calatafimi Segesta

Nota più semplicemente come Calatafimi questo piccolo paese del trapanese rappresenta l'unico collegamento ad oggi rimasto con al civiltà degli Elimi che abitarono Segesta, importante sito archeologico che ricare all' interno del territorio comunale. La popolazione di Segesta infatti si disgregò in quelle che vengono definite le tre "Segeste medievali":Calatafimi; Calathamet, situata nei pressi delle attuali Terme Segestane e Calatabarbaro, in cima al monte Barbaro. Nel 1997 il comune aggiunse la denominazione di Segesta a quella di Calatafimi proprio in onore dell' importante centro archeologico. Tra il VII e l'VIII secolo sui ruderi di un castello preesistente venne edificato il Castello Eufemio e alle sue pendici si sviluppò il primo nucleo abitato. Lo sviluppo maggiore però avvenne durante la dominazione araba: le popolazioni nordafricane chiamarono la collina su cui sorgeva il castello Qal'at Fîmî, rocca di Eufemio, denominazione che fu poi estesa anche alla città sottostante divenuta uno dei centri musulmani più importanti dell' isola. Nel 1968 Calatafimi fu colpita, come molti altri centri della zona, dal violento terremoto che si abbatté nella Valle del Belice. Molte furono le vittime e molti i danni alla città con un conseguente spostamento di parte della popolazione in contrada Sasi creando una divisione anche fisica tra il vecchio paese, detto il Borgo, e la nuova parte della città.

Caltagirone - Attrazioni Sicilia

Caltagirone

Caltagirone

La città di caltagirone è famosa nel mondo per la produzione della ceramica, attività sviluppata nei secoli a partire dai tempi della Magna Grecia. I primi insediamenti stabili nel territorio dell'odierna Caltagirone risalgono alla preistoria ma nel corso dei secoli, fino all'unità d'Italia, vi si sono succedute molte dominazioni: Greci, Romani, Arabi e Normanni. Il nome della città è sicuramente di origine araba e riferito alla locale lavorazione dell'argilla: l'interpretazione più plausibile sembra essere quella che lo leghi all'arabo Qal' at al Gharùn e cioè Rocca delle Giare. Il terremoto del 1693 segna una radicale svolta per Caltagirone. La città nell'arco di circa dieci anni risorge con un volto barocco, quello che ancora oggi sostanzialmente conserva. Il centro storico è stato insignito del titolo di Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2002: ricco di numerose chiese, diversi monumenti e sede delle principali istituzioni ed enti, fino al primo dopoguerra era l'unico insediamento urbano. Ai piedi del centro storico la moderna Caltagirone è disposta ad anfiteatro e si presenta agli occhi dei visitatori con grandi chiese, campanili, le torri ed una distesa di tetti dalle caratteristiche tegole in cotto.

Caltanissetta - Attrazioni Sicilia

Caltanissetta

Caltanissetta

Situata nell'entroterra siciliano, a 568 m s.l.m, l’antica città sicana, Caltanissetta, ha il suo centro in Piazza Garibaldi, dove si trovano i principali monumenti e chiese. Piazza Garibaldi ha la forma di un quadrilatero. Sul lato est si trova la Cattedrale, sul lato ovest la Chiesa di San Sebastiano, sul lato nord c’è l’ingresso per Corso Umberto I e sul lato sud si trova il Palazzo del Carmine, ex convento dedicato ai carmelitani scalzi oggi sede municipale del comune nisseno.

Capo d' Orlando - Attrazioni Sicilia

Capo d' Orlando

Capo d'Orlando

Secondo la leggenda la cittadina oggi denominata Capo d'Orlando sarebbe stata fondata da Agatirso, re delle isole Eolie, in tempi non lontani dalla guerra di Troia, quindi intorno al 1183 a.C. La città, chiamata Tirso come il suo fondatore, era in origine consacrata a Dioniso. Il toponimo Capo d'Orlando risale all' epoca della conquista normanna. Ispirato dalla leggenda che diceva che il Paladino Orlando avesse fatto scalo in questa città durante una crociata in Terra Santa, Carlomagno, sostando a Palermo di ritorno da un pellegrinaggio a Gerusalemme, decise di sostituire il vecchio nome pagano con un nome legato alla cristianità. Anticamente borgo fortemente legato alla pesca oggi Capo d'Orlando è un centro a forte vocazione turistica grazie alle sue magnifiche spiagge.

Castellammare del Golfo - Attrazioni Sicilia

Castellammare del Golfo

Castellammare del Golfo

La città di Castellammare nasce in epoca ellenistica come Emporium Segestanorum, cioè una località marittima adibita allo scarico, al deposito e alla vendita di merci. La storia della città è quindi, fino all'arrivo degli Arabi in sicilia,legata a doppio filo a quella di Segesta. Gli arabi denominarono la città Al-madariğ, "le scale" in lingua araba, nome che sembra derivare dalla scalinata che dalla parte più alta del bastione fortificato conduceva al porto. Altre teorie sottolineano però come la parola Al-madariğ abbia una forte assonanza con la parola spagnola almadraba e con quella francese madrague, l'equivalente di tonnara in italiano, entrambe di derivazione araba. La prima edificazione del castello, posto su di uno sperone di roccia a ridosso del mare e collegato alla terraferma per mezzo di un ponte levatoio, si deve agli arabi. La denominazione attuale della città si deve ai Normanni che , una volta conquistata, la ribattezzarono Castrum ad Mare de Gulfo, ampliarono significativamente il castello. Di grande attrazione turistia sono le coste del castellammarese: spiagge finissime e tratti rocciosi si alternano in uno spettacolo di calette e scogliere. Nel territorio di Castellammare del Golfo sorgono inoltre antiche torri di avvistamento saracene, tra cui la torre di avvistamento nella baia di Guidaloca, torre Bennistra, la Torre della tonnara di Scopello e la torre di Scopello.

Castelvetrano - Attrazioni Sicilia

Castelvetrano

Castelvetrano

In seguito alla conquista normanna della Sicilia del 1130 iniziò un processo di trasformazione sociale, noto come “crisi del villanaggio”, che portò i contadini (villani, per l'appunto) a concentrarsi nei borghi come stipendiari dando nascita quindi al fenomeno sociale della "borghesia". I borghi infatti per posizione, possibilità di difesa, punti d’incontro di vie di comunicazione, davano maggiori garanzie di incolumità e di lavoro. È in questo particolare periodo che si colloca che la nascita di Castelvetrano. Probabilmente il toponimo Castrum Veteranum prima di indicare un centro abitato indicasse forse una qualche fortezza selinuntina, romana o bizantina, come attestano i ritrovamenti di tombe, cisterne e varia ceramica, eretta a guardia di un incrocio di vie di comunicazione. A prescindere però dall'esistenza precedente di un qualsiasi tipo di insediamento Castelvetrano acquista una sua precisa identità solamente a partire dal XIII secolo.

Castronovo Di Sicilia - Attrazioni Sicilia

Castronovo Di Sicilia

Castronovo di Sicilia

Le lontane origini di Castronovo di Sicilia trovano conferma nell’esistenza di un insediamento arcaico costituito da abitazioni trogloditiche nella contrada Grotte, sulle sponde del fiume Platani, riconducibili al popolo sicano. La prima perlustrazione scientifica di tali insediamenti, almeno in tempi recenti, risale al 1743. Fu chiamata Kars-nubu dagli arabi, fino a divenire Castrum per i normanni. All’inizio del XII secolo, dopo la distruzione della cittadella sulla rupe, parte della popolazione si trasferì nella sottostante collina, dove sorsero due borgate intorno a due ricche sorgenti: il Rabat e il Rakal-biat. È da questi due borghi che sorse l’attuale centro urbano. La vera e propria città sull’altopiano del Kassar fu fondata nel VI secolo a.C. La città possedeva un’importante fortezza, molto contesa tra agrigentini e imeresi; la lotta per il suo possesso portò alla distruzione della città. Il popolo superstite si rifugiò sulla rupe di San Vitale, allora nota con il nome di “Montagna Reale”: qui gli abitanti si sentivano molto più protetti dai nemici, vista la posizione strategica della rupe, e vi trascorreranno più di cinque secoli, durante i quali si succederanno bizantini, arabi e normanni. Alcune delle attrazioni maggiori della città sono la Chiesa del Calvario fondata nel 1810 a pianta circolare con due piccoli vani utilizzati come sacrestia dove ogni anno si celebrano i tradizionali riti del Venerdì Santo; il "Fonte Kassar”, noto ai castronovesi come la Vasca, fontana di forma circolare realizzata con blocchi di pietra; La Chiesa Madre SS. Trinità costruito come presidio militare e aperto al culto nel 1388; Il fonte Rabato, costruito presso la sorgente Rabat da cui prende il nome, è un abbeveratoio di forma rettangolare addossato al muro con due vasche laterali, ognuna delle quali alimentata da due “cannoli” con sembianze di animali; il Lavatoio pubblico con il tetto in legno in cui sono visibili due antichissime vasche in cui si lavavano i panni e il Palazzo Giandalia, costruito nel 1200 e poi successivamente modificato, per volere della famiglia Alondres sul muro di cinta dell’antica città, che includeva una torre di origine normanna, i cui resti sono visibili nello spigolo destro del prospetto principale.

Catania - Attrazioni Sicilia

Catania

Catania

Situata ai piedi del suggestivo Monte Etna che con le sue eruzioni spesso le regala un fascino particolare, Catania è una splendida città d’arte affacciata sullo Ionio, esempio indiscusso del barocco siciliano e per questo patrimonio Unesco. Distrutta nove volte da terremoti, eruzioni, invasioni, altrettante nove volte è stata ricostruita ogni volta più bella di prima. La Catania che vediamo oggi è quella dell’ultima ricostruzione, quella del 1693, quando un terremoto violentissimo la rase al suolo. Catania è stata patria, nativa o adottiva, di alcuni tra i più celebri artisti e letterati d'Italia, tra i quali i compositori Vincenzo Bellini e Giovanni Pacini e gli scrittori Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico De Roberto, Nino Martoglio.

Centuripe - Attrazioni Sicilia

Centuripe

Centuripe

Nell'era preistorica, Centuripe fu un centro abitato indigeno siculo, però a causa dei vari strati di costruzioni susseguitesi nei millenni, si sa ben poco dell'età arcaica. Tuttavia i preziosi corredi funerari delle necropoli riemerse in contrada Piano Capitano, in contrada Casino e in contrada Madonna, testimoniano l'esistenza di un centro abitato che superava le dimensioni del semplice villaggio. Le ceramiche ritrovate a Centuripe, famose in tutto il mondo, sono disseminate in alcuni dei musei più importanti al mondo come il British Museum di Londra ed al MET di New York. Inoltre, a riconferma che Centuripe affonda le sue radici in età arcaica, ci sono alcuni racconti di Tucidide che confermano il legame tra i popoli protolatini e i Siculi, soprattutto grazie a un'iscrizione, oggi ritenuta la più importante nella comprensione delle origini dei Siculi, contenuta su un famoso askos, un vaso schiacciato, centuripino del VI secolo a.C. che dimostra come il siculo fosse una lingua indo-europea imparentata con il latino.

Chiaramonte Gulfi - Attrazioni Sicilia

Chiaramonte Gulfi

Chiaramonte Gulfi

Il primo insediamento in quest' area fu ad opera dei Siracusani che nel VII secolo a.C. fondarono qui la città di Akrillai che, a seguito della conquista romana, fu latinizzato il Acrillae. Dopo essere stata distrutta dagli arabi nell'827, l'insediamento abitativo fu spostato più a valle, alle pendici del monte Arcibessi, dove fu fondata la città di Gulfi, il cui significato in arabo è "terra amena". Durante i Vespri Siciliani Gulfi venne rasa al suolo e fu rifondata nel 1926 ad opera di Manfredi Chiaramonte, conte Aragonese, in un luogo più elevato e fortificato, detto "Baglio", che accolse i pochi scampati all' eccidio perpetrato dagli Angioini e che si è evoluto nei secoli nell' odierna Chiaramonte Gulfi. Il nome del nuovo centro abitato era Chiaramonte: il nome dell'antico centro di Gulfi verrà aggiunto a quello ufficiale del comune solo nel 1881, come memoria dell'antica origine del paese. Il terremoto dei 1963 distrusse quasi completamente il paese che fu successivamente riedificato sul precedente impianto medioevale. La città, anche definita il Balcone di Sicilia il panorama che spazia da Gela all'Etna, presenta numerosi siti di interesse civili e religiosi quali l' Arco dell' Annunziata, una delle porte della cinta muraria di Chiaramonte, chiamata fino al XVIII secolo "Porta di la Chaza" perché confinava con la prima piazza del paese, oggi in parte scomparsa; il Palazzo Comunale, in stile liberty; la Basilica di Santa Maria La Nova, chiesa madre, edificata nel 1450 in stile gotico e trasformata in stile barocco nel 1608; il Santuario della Beata Maria Vergine di Gulfi meta di pellegrinaggi da ogni parte della Sicilia; la Chiesa di San Vito dedicata al santo patrono della città.

Experiences in nature

5
Ambelia Fiera Mediterranea del Cavallo - Attrazioni Sicilia

Ambelia Fiera Mediterranea del Cavallo

Militello in Val di Catania

Ogni anno in primavera si tiene a Militello in Val di Catania in Contrada Albanazzo la Fiera Mediterranea del Cavallo, un evento dedicato al legame tra cultura equestre e tradizione siciliana all’insegna dello sport e della scoperta del territorio.

Area marina protetta Plemmirio - Attrazioni Sicilia

Area marina protetta Plemmirio

Siracusa

L'Area marina protetta Plemmirio si trova sulla costa orientale di Siracusa ed è stata istituita nel 2004. È classificata come Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo.Si sviluppa su un perimetro di 14,35 km di costa lungo la parte orientale della Penisola della Maddalena, con una superficie di 2.429 ettari di mare protetto. Il territorio è di grande rilevanza dal punto di vista della flora e della fauna ma anche da un punto di vista storico. Crocevia per il passaggio delle navi e dei bastimenti di Cartaginesi, Romani e Greci, l'area del Plemmirio ospita nei fondali diversi colli d'anfora e reperti di varie epoche, compresi quelli dell'ultima guerra mondiale. All'interno dell'area vivono diverse specie caratteristiche come tonni, dentici, ricciole, delfini, squali e capodogli, ricci. Nella zona intertidale si notano interessanti trottoir a vermeti, bio strutture mediterranee simili a piccole barriere coralline.

Bosco della Tassita - Attrazioni Sicilia

Bosco della Tassita

Caronia

Nel messinese il territorio del comune di Caronia ospita il magico Bosco Della Tassita, una foresta di circa 50 ettari caratterizzata da un sottobosco rigoglioso che presenta svariate specie di piante come l'agrifoglio, il pungitopo, il biancospino anche se la peculiarità di questa zona è quella di ospitare l’unico eccezionale esempio di bosco di tasso in Sicilia che si può trovare in questa zona in esemplari maestosi che raggiungono i 25 m di altezza. Curiosità interessante è che il tasso è anche noto come “Albero della Morte“, poiché tutte le sue parti, a eccezione del frutto, sono tossiche. In un incredibile gioco degli opposti, questo stesso albero secerne una sostanza, il taxolo o tassolo, che si adopera nella terapia oncologica. In questo paradiso naturale a 1450 metri di altitudine potrete godere di un paesaggio davvero unico: oltre ai colori della natura potrete ammirare nelle giornate limpide un panorama che spazierà dal castello di Caronia fino a tutte le isole Eolie.

Cascata delle Due rocche - Attrazioni Sicilia

Cascata delle Due rocche

Corleone

All'interno del territorio di Corleone, a pochi passi dal centro storico della città si trova il "Parco naturale della cascata delle Due rocche". Dopo aver attraversato una serie di viuzze nel quartiere San Giuliano si giunge davanti a una piccola chiesa dedicata per l'appunto alla Madonna delle due rocche. Alla sinistra di questa chiesetta «si snoda un sentiero che conduce tra pioppi, salici e olmi alle cascate. Comodamente seduti su antichi massi squadrati, all'ombra di gelsi, noci e frassini si può osservare il suggestivo spettacolo della cascata. Il salto dell'acqua del torrente ha, con la sua azione erosiva, formato una pozza ampia tra le rocce calcoarenitiche. Dall'acqua schiumosa si alza una notevole vapore che il sole trasforma in arcobaleni scintillanti. Tutt'intorno le rocce glauconitiche, rese vive dall'erosione nei loro colori giallo-verde, sono occupate da vegetazione rupestre. Osservando bene le pareti si notano i resti di un antichissimo acquedotto. Prima di gettarsi in questo punto, il torrente più a monte ha esercitato una forte azione di scavo lungo i fianchi rocciosi formando il canyon.»

Cava dei Servi - Attrazioni Sicilia

Cava dei Servi

Modica

Tra Rosolini e Modica un canyon tutto siculo, oggi riserva naturale, si apre ai nostri occhi: stiamo parlando della Cava dei Servi, luogo magico ricco di storia e bellezze naturali. Lungo la cava scorre il torrente Tellesimo, lungo il quale si sono formati piccoli laghetti d’acqua cristallina dove trovare ristoro dopo una lunga passeggiata. La valle di Cava dei Servi ha origini antichissime che risalgono alla preistoria. Manufatti ritrovati e necropoli testimoniano infatti che questo luogo fantastico era già abitato ben 4000 anni fa.

Castles

2
Buscemi - Attrazioni Sicilia

Buscemi

Buscemi

Il territorio di Buscemi è abitato dall' Età del bronzo. Ai primissimi insediamenti Siculi si sostituirono i Greci, che qui fondarono la città di Casmene, ed i Bizantini della cui permanenza restano a testimonianza alcune costruzioni rupestri tra cui la chiesa rupestre di san Pietro. Le prime fonti storiche che parlano di una rocca risalgono però solo al periodo della dominazione araba. A questo periodo risale anche l'origine del nome odierno: il centro abitato viene segnalato dal geografo Muhammad al-Idrisi come "Qalʾat ʾabi Šāma", "Castello di quel dal neo" ovvero "Castello dell'uomo con il neo" identificando con una sua importante caratteristica fisica una persona importante della città. Secondo altri l'uomo dal neo sarebbe invece un riferimento al profeta Maometto dato che si narra che egli avesse sulla schiena questo grande neo, individuato come il Sigillo dei Profeti. Buscemi ha sempre avuto una grande importanza strategica grazie all' ottima visuale della valle dell' Anapo. I Normanni ricostruirono il fortilizio sui ruderi del precedente costrutto musulmano. La città venne completamente rasa al suolo dal terremoto del 1693 risultando uno dei paesi più colpiti con la scomparsa del 41% degli abitanti e la città che vediamo oggi è il risultato della ricostruzione barocca. Oggi i maggiori punti di interesse della città sono la chiesa della Natività di Maria Santissima, chiesa madre del paese che custodisce il corpo imbalsamato di san Pio; la chiesa di San Giacomo, a pianta ellittica oggi sconsacrata e utilizzata dal comune per conferenze, iniziative culturali e mostre e la chiesa di Sant'Antonio da Padova che custodisce al suo interno una statua lignea settecentesca dell'Addolorata di grande intensità plastica, e alcune tombe di componenti della famiglia Requesenz.

Castello della Colombaia - Attrazioni Sicilia

Castello della Colombaia

Trapani

La Colombaia, detta anche Torre Peliade , è un'antica fortezza medievale trapanese, posta su un'isoletta all'estremità orientale del porto di Trapani. È alta 32 metri, composta da quattro piani sovrapposti, con il primo adibito a cisterna, mentre l'ingresso originario si trovava al secondo piano. È uno dei migliori esempi di architettura militare in Sicilia. Alcune leggende collegano la Colombaia con gli esuli troiani sbarcati a Trapani dopo la caduta della loro città nel XIII secolo a.C., ma non esistono in realtà prove di questo fatto. Il nome odierno Colombaia è il calco linguistico del nome dell'isolotto in greco, Peliàdes, colomba per l'appunto, da cui deriva anche il nome alternativo di torre Peliade. Il sito, in via di ristrutturazione non è al momento visitabile.

Folklore and entertainment

1
Caltanissetta e la Storia del cannolo siciliano - Attrazioni Sicilia

Caltanissetta e la Storia del cannolo siciliano

Caltanissetta

Secondo una leggenda la nascita dei cannoli sarebbe avvenuta a Caltanissetta, “Kalt El Nissa” locuzione che in arabo significa “Castello delle donne”, a quei tempi sede di numerosi harem di emiri saraceni. L’odierno cannolo siciliano avrebbe dunque antiche origini, anche se nei secoli ha subìto diverse trasformazioni, e il suo antenato potrebbe essere stato un dolce a forma di banana, ripieno di ricotta mandorle e miele. L’ipotesi più accreditata sarebbe quella che le favorite dell’emiro, per passare il tempo, si dedicassero alla preparazione di prelibate pietanze, in particolare di dolci e in uno dei tanti esperimenti culinari avrebbero “inventato” il cannolo, allusione evidente alle “doti” del sultano. Un’altra fonte, invece, tramanda che i cannoli siano stati preparati per la prima volta in un convento sempre nei pressi di Caltanissetta. Si racconta che in occasione del Carnevale le monache “inventarono” un dolce formato da un involucro (scorcia) riempito da una crema di ricotta e zucchero ed arricchito con pezzetti di cioccolato e granella di mandorle. Sia che si tratti di suore o concubine, “queste donne, rese diverse dal voto di castità, probabilmente nel loro intimo non lo erano così tanto di fronte al piacere voluttuoso offerto dal magnifico dolce”. Di certo sappiamo che le sue radici risalgono alla dominazione araba in Sicilia (dal 827 al 1091). Entrambe le tesi sono verosimili in quanto alla fine della dominazione araba in Sicilia, concisa con l’arrivo dei Normanni, gli harem si svuotarono e una o più donne ormai libere, convertitesi al Cristianesimo, entrarono in convento. Qui potrebbero avere riprodotto alcune delle ricette con le quali avevano sedotto le corti degli emiri, trasmettendole in seguito a “quelle sante ancelle del Signore per arrivare poi sino a noi peccatori”.

Most beautiful villages in Italy

4
Castelmola - Attrazioni Sicilia

Castelmola

Castelmola

A pochi chilometri dalla bellissima Taormina, a strapiombo sul mar Ionio sorge Castelmola. Di fondazione pre ellenistica formava un tempo con Taormina un unico centro tanto da esserne l'Acropoli. Con l'andare dei secoli l'importanza politica di Mola è cresciuta fino a farla diventare una pedina importante nelle dispute politiche tra Svevi ed Angioini prima e durante i Vespri Siciliani poi. Nel 1928 Castelmola venne annessa al comune di Taormina. Questo portò ad un immobilismo economico che mise in crisi il territorio portando, nel 1947, al ripristino dell' indipendenza della municipalità di Castelmola. Castelmola, contraddistinta da una forte vocazione turistica, è stata inserita nel circuito dei borghi più belli d'Italia. Facendo quattro passi in paese non si può non soffermarsi a guardare il panorama dal belvedere di Piazza Sant' Antonio a godere di una vista mozzafiato della sottostante Taormina e del Mar Ionio.  Altra tappa obbligata sono il Castello Normanno di Castelmola, quello che fu forse il più importante maniero difensivo della Sicilia orientale; il Duomo intitolato a San Nicola di Bari nella quale si possono riscontrare stili che vanno dal romanico al barocco la cui facciata gode di un' incredibile vista sul monte Etna e sul golfo di Naxos. Per unire alla gioia degli occhi, la gioia del palato consigliamo, a chi ha raggiunto la maggiore età, l'assaggio del famoso Vino alla Mandorla di Castelmola, vino bianco secco delle migliori qualità di zibibbo aromatizzato con mandorle amare, erbe della tradizione speziale peloritana, essenze di agrumi e caramello, magari godendo nel mentre di uno splendido tramonto sul Mar Ionio. Una curiosità su Castelmola è che il famoso romanzo di D. H. Lawrence, L'amante di Lady Chatterley, pubblicato nel 1928 e successivamente ritirato per oscenità, venne ispirato dalla condotta licenziosa della baronessa tedesca, Frieda von Richthofen, moglie dello scrittore inglese. Si dice che durante il loro soggiorno a Taormina, Frieda, ebbe, infatti, modo di esprimere la propria esuberante sensualità, tra i vigneti e le cascine delle campagne di Castelmola, con il giovane mulattiere molese, Peppino D'Allura, che aveva il compito di accompagnare la baronessa alla villa della sua padrona, la signora Betty, la quale viveva a monte Venere ad 800 metri sul mare. Tra un dolcetto e l'altro “Lady Chatterley”, raccontava alla sua amica, i giochi erotici nella splendida e selvaggia Sicilia lungo le mulattiere di Monte Venere.

Castiglione di Sicilia - Attrazioni Sicilia

Castiglione di Sicilia

Castiglione di Sicilia

Castiglione di Sicilia, inserito nel circuito dei Borghi più belli d'Italia, è un comune situato sul versante nord dell'Etna nel bel mezzo della Valle che il fiume Alcantara solca tra Randazzo e Taormina. Alcuni Scavi archeologici nei pressi del fiume Alcantara dimostrano come la zona di Casiglione fosse abitata ben prima dell' arrivo dei Greci in Sicilia. Molti sono infatti i siti archeologici nel castiglionese risalenti al neolitico, all' età del rame e all' età del bronzo. Il primitivo insediamento Siculo venne conquistato prima dai Greci, poi dai Romani e dopo ancora dagli Arabi che si narra avessero allevato dei coccodrilli nelle acque dell' Alcantara. Solo dopo la cacciata degli Arabi da parte dei normanni Castiglione giunse al suo splendore. A questo periodo risalgono la costruzione delle mura, del Castello, del Castidduzzo e del Cannizzo, tutte strutture ancora ben conservate. Castiglione è ricca di edifici di alta rilevanza storica e religiosa non solo all' interno del paese. Al limitare del centro abitato troviamo uno dei siti più incantevoli del paese: u Cannizzu una torre di avvistamento situata all' estremità occidentale del paese e ad ovest, vicino al Corso dell' Alcantara, si trova Santa Domenica, forse la più importante cuba bizantina presente in Sicilia. Castiglione di Sicilia è uno dei comuni che rientrano nel territorio del Parco dell'Etna e del Parco fluviale dell'Alcantara.

Castroreale - Attrazioni Sicilia

Castroreale

Castroreale

Castroreale, che sorge sul colle Torace, un rilievo dei monti Peloritani, fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia e rappresenta la Sicilia nella competizione de il "Borgo dei borghi 2018". Il tessuto urbano è d'impronta medievale con strade e viuzze strette e ripide, lastricate con una caratteristica pavimentazione in pietra che si aprono su piazze-belvedere. Le prime notizie storiche certe, risalgono al 1324, data in cui Federico III d'Aragona ordinò la ricostruzione di un preesistente castello. L'edificio, che si sviluppò intorno al fortilizio, venne rinominato Castro (ovvero castello) ed in seguito Castroreale, perché residenza preferita del re Federico III d'Aragona. Castroreale rimase sempre città demaniale accrescendo nel corso dei secoli la propria importanza, prosperità economica ed estensione territoriale grazie alla posizione strategica che rivestiva sia nel sistema di fortificazioni poste sul versante tirrenico a difesa della Piana di Milazzo che nel sistema dei collegamenti con i centri fortificati del litorale ionico, tramite i percorsi interni alla catena dei Peloritani.

Cefalù - Attrazioni Sicilia

Cefalù

Cefalù

Cefalù è uno dei maggiori centri balneari di tutta la regione e ogni anno attrae un rilevante flusso di turisti locali, nazionali ed esteri. La cittadina, che fa parte del Parco delle Madonie, è inclusa nel club de I borghi più belli d'Italia. La rocca di Cefalù domina la città e insieme al Duomo ne caratterizza il profilo. Il centro storico di Cefalù ha un impianto medievale caratterizzato da strade strette, pavimentate con i ciottoli della spiaggia e il calcare della Rocca di Cefalù. Il sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale nel 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'Unesco.

City parks

1
Cava di Ispica - Attrazioni Sicilia

Cava di Ispica

Ispica

Cava Ispica è una vallata fluviale che per 13 km incide l'altopiano ibleo, tra le città di Modica e Ispica. La vallata, immersa nella tipica vegetazione della macchia mediterranea, custodisce necropoli preistoriche, catacombe cristiane, oratori rupestri, eremi monastici e nuclei abitativi di tipologia varia che si sono succeduti ininterrottamente dall' Antica età del Bronzo fino almeno al XIV secolo. Nell'area terminale della vallata nel territorio di Ispica, a ridosso della città, il sito prende il nome di "Parco Forza". La particolare morfologia della cava, a forma di gola, il tipo di roccia, la posizione naturalmente adatta alla difesa, la prossimità del mare, hanno contribuito a rendere questo luogo uno dei maggiori insediamenti rupestri della Sicilia. Ancora oggi non si conosce molto sulla Cava d' Ispica: non è mai stata portata avanti infatti una regolare campagna di scavi studiata appositamente per il territorio dato che la spesa per condurre a termine un'impresa di questo genere sarebbe tale da non farla prendere neppure in considerazione. Tutto ciò che è fino ad oggi è stato scoperto e documentato nella Cava di Ispica è frutto di ricerche parziali e quindi la difficoltà nell'interpretazione di dati riferibili ad un arco cronologico particolarmente ampio non consente di precisare l'epoca in cui nella Cava si stabilì il primo insediamento umano. Gli accessi principali alla Cava d' Ispica sono, a nord presso la Strada Provinciale 32, Via Crocevia Cava Ispica e a sud dal Parco Forza nella città di Ispica.

Cosa Vedere in Sicilia: Guida Completa

La Sicilia e una terra di meraviglie senza pari, dove tremila anni di storia si intrecciano con paesaggi naturali mozzafiato. Dall'imponente Etna ai templi greci della Valle dei Templi, dalle spiagge caraibiche alla cucina che e patrimonio dell'umanita.

I Must-See della Sicilia

  • Valle dei Templi, Agrigento - Il piu grande parco archeologico del Mediterraneo
  • Riserva dello Zingaro - Paradiso naturale a 40 min da Trappeto
  • Tempio di Segesta - Tempio dorico perfettamente conservato, a soli 30 min da Trappeto
  • Palermo e Monreale - Capitale arabo-normanna, patrimonio UNESCO
  • Cefalu - Borgo marinaro con il celebre Duomo normanno
  • Erice - Borgo medievale a 750m con vista sulle Egadi
  • Etna - Il vulcano attivo piu alto d'Europa
  • Taormina - Il balcone della Sicilia con il Teatro Greco

Esplorare la Sicilia da Trappeto

Trappeto e una base strategica per esplorare la Sicilia occidentale. Con il treno o l'autobus, o con un'auto a noleggio, puoi raggiungere le principali attrazioni in giornata e tornare alla sera per una cena di pesce fresco sul lungomare.